
Savona. Tre morti, due turisti francesi ed un marinaio peruviano, 57 feriti e ancora 54 dispersi. E’ il bilancio provvisorio dell’affondamento della avvenuto dopo lo scontro con due gruppi di scogli a largo dell’isola del Giglio.
Alcuni testimoni hanno accusato di incompetenza il comandante della nave e l’equipaggio responsabili di una pessima gestione dell’emergenza. Il comandante Francesco Schettino si è difeso dicendo che il possibile, vista la situazione, è stato fatto ma sarà l’inchiesta della Procura di Grossetto ad appurare le reali responsabilità, in particolare come mai la nave procedesse così vicina alla costa. Si indaga per Naufragio, disastro e omicidio colposo plurimo: la nave è stata posta sotto sequestro, così come la scatola nera che ha registrato le comunicazioni con la capitaneria di porto di Livorno. L’impatto sullo scoglio sarebbe avvenuto alle 21:45 di ieri, ma la capitaneria non sarebbe stata avvertita subito del problema.
Intanto si sono concluse ormai le operazioni di partenza dei naufraghi dal centro di prima accoglienza organizzato nei locali delle scuole di Porto Santo Stefano. Un migliaio i crocieristi in arrivo a Savona con i pullman, alcuni dei quali hanno dovuto ricorrere alle cure presso gli ospedali San Paolo e Santa Corona. Al Palacrociere è stato organizzato un vero e proprio presidio di accoglienza dei superstiti alla tragedia.
Stando a quanto riferito per la giornata di domani, a secondo delle condizioni meteo e della situazione della stessa nave, saranno effettuate altre immersioni all’interno dello scavo della , dove, secondo altri testimoni, potrebbero esserci altri corpi privi di vita. Prosegue anche il “censimento” dei crocieristi che mancano ancora all’appello.