
Albenga. “Anche ad Albenga, adesso, c’è paura per le protesi al pip”. La notizia che il problema relativo alle protesi di marca francese (realizzate con materiale inadeguato, silicone industriale a rischio rottura ma accusato anche di cancerogenicità) è arrivato anche nella Città delle Torri è stata lanciata in rete dall’assessore albenganese Eraldo Ciangherotti.
In una nota postata sulla sua pagina di Facebook infatti Ciangherotti spiega: “Anche ad Albenga, adesso, c’è paura per le protesi al pip. Non l’avrei mai detto se, nel giro di qualche settimana, non avessi ricevuto alcune emails e telefonate piene di apprensione da parte di signore appartenenti ai salotti radical chic dell’Albenga bene, preoccupate per gli effetti delle famigerate protesi mammarie francesi che, dal 2001, si sono lasciate impiantare. Alcune in rinomati centri di chirurgia estetica a Milano, altre addirittura fino in Svizzera”.
“Raccontano – prosegue l’assessore – queste donne che, tra di loro, mentre sfogliano la vetrina di Hermes sull’Ipad, indecise sul colore della birkin bag dell’anno, mentre ‘ciattessano’ aspettando i figli che giocano al parco o nuotano in piscina, mentre decidono su ebay come investire i soldi del proprio marito in acquisti esclusivi di marchio originale, oramai finiscono sempre per parlare di tette. Sì, quelle di fabbricazione francese, quelle realizzate con materiali potenzialmente nocivi, proprio quelle lì dovranno essere presto rimosse una ad una”.
“Un folto gruppo di donne benestanti e conosciute in città, che alle annuali cene di beneficienza, con un sorriso tra i denti e una critica sottovoce, parlano sempre di chirurghi estetici, adesso il silicone, il baysilone, il silopren e il rhodorsil ce l’hanno anche in testa, oltre che nel seno. Paura di rotture accidentali, timore di esplosioni fortuite. Chiedono rassicurazioni, ma non sanno a che santo rivolgersi. E così in programma, nei primi mesi di questo nuovo anno, la sostituzione delle protesi. E allora via, di corsa non c’è molto tempo da perdere. Lo scoppio di un seno potrebbe scatenare un incidente diplomatico alla frontiera con la Francia” conclude Ciangherotti.