
Sassello. Lavoratori in nero all’interno di uno stabilimento dolciario di Sassello. Il caso era esploso nel marzo 2010 dopo un blitz degli uomini della Questura di Savona che, accompagnati dagli ispettori del lavoro, avevano effettuato un controllo all’interno dell’azienda in questione. Controllo che aveva rilevato la presenza di 17 lavoratori (4 stranieri) in nero.
Stamattina la vicenda è approdata in tribunale, ma sul banco degli imputati non c’è la ditta che produce gli amaretti bensì il legale rappresentante di una cooperativa, la “Coopolis”, con sede a Milano, che secondo l’accusa somministrava illecitamente la manodopera nello stabilimento sassellese.
In particolare, dagli accertamenti della polizia e degli ispettori, era emerso che l’azienda aveva stipulato con la coop un contratto d’appalto per alcuni lavoratori (non è ancora stato chirito con precisione per quanti). La Coopolis però, sostiene l’accusa, somministrava illecitamente la manodopera nella ditta di Sassello pur essendo priva dell’apposita autorizzazione e dell’iscrizione all’albo come previsto dal Ministero del Lavoro.
Vista questa ipotesi di reato il rappresentante della ditta, Domenico Gargano, è ora a giudizio. Il processo, questa mattina, è stato rinviato al prossimo 29 marzo per l’audizione dei testimoni della difesa.