
Savona. “Una muraglia cinese che dividerà in modo otticamente molto evidente via Vittime di Brescia dalla parte levante della città”. Commenta così Paolo Forzano, presidente del Casello Albamare la realizzazione dei nuovi fabbricati adibiti alla manutenzione dei convogli ferroviari a Savona.
Il progetto prevede subito il nuovo capannone in via Vittime di Brescia: 240 metri la lunghezza, 8 metri di altezza con un binario attrezzato per la manutenzione ed uno speciale per i lavaggi sull’intera superficie del tetto.
“Incredibile che si debba costruire un capannone di tali dimensioni in una via così centrale della città: è pur vero che l’area tra la stazione e corso Ricci ed aggiungiamo pure tutta l’area della vecchia stazione e del tribunale sono da decine di anni in uno stato scandaloso di degrado e di abbandono, ma fare capannoni così impattanti sul territorio in una area che avrebbe bisogno di miglioramento proprio non si capisce” prosegue Forzano.
“Una muraglia che toglierà una visibilità panoramica della città e che contribuirà a far diventare più “Bronx” Mongrifone.
Ma questo mostro non si poteva fare nelle sterminate aree inutilizzate del parco Doria, lì sì con un impatto minimo? Manca sicuramente un po’ di amore per il territorio: stiamo realizzando delle barriere antirumore tra Savona e Genova di una bruttezza sconvolgente, e di una efficacia messa anche in discussione. Ma se ci limitiamo al livello paesaggistico che dire? Prima si aveva una bellissima vista panoramica, ora si viaggia dentro un capannone industriale. Mai visto barriere antirumore all’estero? Slovenia, Francia, Svizzera, Pechino, Berlino? Solo alcuni esempi.
A Cannes le barriere antirumore sono dei cristalli a 45 gradi che non impediscono la visuale e riflettono il rumore verso l’alto. A Berlino nella stazione ferroviaria sono laste di cristallo molto ampie alte 3 metri, che si sostengono da sole senza bisogno di sostegni di acciaio. A Pechino in città ci sono delle barriere molto ben inserite nell’ambiente. In Italia eravamo il paese della cultura, della bellezza, ora siamo la succursale della Riva Acciaio?” conclude il presidente del Casello Albamare.