
Vado Ligure. In tempi magri e incerti, con il taglio dei fondi sul trasporto ferroviario che continua a generare incognite, la Bombardier cerca ogni spiraglio per alimentare la produzione. Se la multinazionale incassa commesse internazionali importanti, il lavoratori dello stabilimento di Vado annaspano nell’insicurezza dopo il congelamento degli ordini per il parco regionale.
Questo il caso illustrato dalla Rsu vadese: “Fuorimuro, un operatore privato del trasporto merci, operante in stretta collaborazione con l’Ente Porto di Genova, che ha utilizzato ammortizzatori sociali e si appresta a ricorrervi anche quest’anno, ha la necessità di acquistare due locomotive. Ma le trattative con Bombardier Vado Ligure si arenano perché l’operatore è intenzionato ad avvalersi di una società estera costruttrice di materiale rotabile, che non ha strutture sul territorio italiano di costruzione-manutenzione e di conseguenza non ha ricadute occupazionali positive in regione”.
“Per mediare la situazione di stallo sulle trattative, intervengono l’Ente Porto Genova, le autorità istituzionali della Regione Liguria e in particolar modo l’assessore ai trasporti Enrico Vesco – proseguono dalla Rsu –
La Bombardier ripresenta la nuova offerta con condizioni molto vantaggiose, tant’è vero che in altre occasioni ha vinto commesse con lo stesso prodotto nei confronti del competitor estero. L’amministratore delegato ha dichiarato che a pari condizioni avrebbe scelto Bombardier, ma da notizie informali, pare che la scelta sia caduta sul fornitore estero. Qualora fosse confermato ci chiediamo dove sia l’italianità imprenditoriale e la solidarietà con la Regione che la sta aiutando e i cittadini che con le loro tasse sostengono l’economia nazionale”.