
Cairo Montenotte. “La difesa del pronto soccorso è il punto cruciale della battaglia a favore dell’ospedale di Cairo ed è una partita che si giocherà in Regione: sono certo che in occasione della nuova delibera sul riordino della rete ospedaliera, l’assessore Montaldo ascolterà le ragioni della Valbormida”. A dirlo è il consigliere regionale e presidente della commissione sanità, Stefano Quaini, che lancia una dura stoccata: “Mi auguro che certi personaggi quando sarà il momento non saliranno sul carro del vincitore e fra questi il vicesindaco di Cairo, Giovanni Ligorio, attualmente in cerca di visibilità e capace di seminare allarmismo ingiustificato all’interno dell’ospedale”.
“La tutela dell’ospedale è una priorità portata avanti dai cittadini, dal sindaco Fulvio Briano, dai comitati seri e dal sottoscritto insieme con Michele Boffa, con il quale ho sempre perorato le ragioni del territorio. I parolai, invece, che diffondono notizie false e fanno terrorismo psicologico, non concludono nulla né porteranno risultati, visto che non hanno alcun potere decisionale in Regione – rincara l’esponente dell’Idv – Se il vicesindaco di Cairo vuole spazi politici o pensa già alla corsa elettorale per le Comunali, lo faccia senza cavalcare, in modo sbagliato, le giuste battaglie che stiamo portando avanti. Se la struttura ospedaliera cairese avrà miglioramenti, la vittoria non sarà certo di Ligorio, che sta alimentando un clima di paura fuorviante”. Il vicesindaco e assessore ai servizi sociali è tecnico radiologo al San Giuseppe. “Spiacerebbe se utilizzasse il suo ruolo professionale per screditare il lavoro di chi porta in Regione le esigenze della sanità e del territorio valbormidese” aggiunge Quaini.
Intanto nel nosocomio cairese le direttive e gli ordini di servizio che arrivano dall’Asl, nell’ambito dei tagli predisposti dal manager Neirotti (28 milioni di euro da far rientrare con il piano di emergenza di fine anno), hanno messo in moto la dismissione di Chirurgia Generale, con la conversione di otto posti letto alla Day Surgery, per la quale si prevede però un dimezzamento dell’attività effettiva rispetto alla media di 12 interventi al giorno. E’ in atto lo spostamento dei macchinari (anche se neppure gli operatori sanno che fine farà, per esempio, l’attrezzatura per le onde d’urto), mentre proliferano le voci di corridoio. Il clima è nebuloso. Senza contare l’apprensione per il futuro occupazionale del personale.
Per il prossimo 6 dicembre è stata fissata la Conferenza dei Sindaci del Distretto socio-sanitario delle Bormide. “Nella quale prenderemo atto del fatto che l’Azienda Sanitaria non retrocede sui tagli – dice il sindaco Fulvio Briano – e nella quale porterò una proposta, chiedendo ai colleghi amministratori di aderire. La situazione all’ospedale di Cairo è già preoccupante: i servizi vengo disattivati, il servizio complessivo inizia a funzionare male. Sta crollando il sistema di emergenza in Valbormida. E’ inutile che il direttore generale dell’Asl ci venga a chiedere ‘assegni compensativi’ come se potessimo noi metterci i soldi per scongiurare i tagli: è l’azienda sanitaria che deve saper far quadrare il bilancio e con tagli orizzontali verso tutti i presidi, non costringendo l’ospedale di Cairo ad una questione di vita e di morte”.
“Non mi sento di difendere Chirurgia Generale – afferma il consigliere regionale Quaini – Pochi interventi, di bassa qualità, senza Rianimazione né centro trasfusionale. Sopravviverà una Chirurgia di bassa e media intensità, con la piastra Day Surgery. E’ il pronto soccorso la questione centrale. Sarà secondo i parametri Agenas un pronto soccorso in zona disagiata con precise funzioni. E dovrà salire di organico. Proprio sul pronto soccorso le decisioni saranno fondamentali: con il consigliere Boffa faremo di tutto per difenderne il ruolo, che garantisce la funzionalità dell’intero ospedale. Quindi è inutile fomentare l’allarmismo: il clima di incertezza non fa bene a nessuno. Invito tutti ad attendere la nuova delibera regionale sulla riorganizzazione ospedaliera”.