“Ormai da mesi si leggono quasi quotidianamente sui giornali dichiarazioni contrastanti e allarmanti sulla sorte dell’Ospedale di Albenga. L’invito che l’Anpi di Albenga rivolge alle Istituzioni , agli Enti locali, alle segreterie dei partiti ingauni ma soprattutto alla Regione Liguria è quello di fare una volta per tutte chiarezza sulla sorte del nostro nosocomio.
Non è accettabile che in un periodo di crisi come quella che stiamo vivendo, siano stati spesi un’enormità di soldi pubblici, i soldi dei contribuenti, per realizzare un’opera fortemente voluta e necessaria alla comunità e consegnarla, subito dopo, in mano agli interessi privati concorrenti, riconoscendo agli stessi un lauto guadagno per la gestione del nuovo reparto di artoprotesi e chiudendo contemporaneamente il reparto di ortopedia.
Albenga raccoglie intorno a sé un bacino di utenza rilevante (che non può certamente essere paragonato a quello di Pietra e del Finalese) ed è pertanto indispensabile potenziare la struttura ospedaliera esistente aumentandone l’efficienza: basta quindi parlare di chiusure e privatizzazioni. Il nostro ospedale deve essere pubblico e deve garantire un servizio sanitario d’alto livello a tutto il comprensorio.
Vogliamo ricordare con forza, rifacendoci ai valori etici e morali che hanno dato vita alla Resistenza in Italia che la Costituzione Italiana nata dalla Resistenza tutela e difende i diritti dei cittadini in tema di lavoro, istruzione e salute, pertanto il Direttivo dell’ANPI di Albenga invita le Istituzioni, gli enti locali e i partiti politici a mettere semplicemente in pratica la Carta Costituzionale garantendo ai cittadini la possibilità di curarsi senza costringerli a rivolgersi a strutture private, con notevole aggravio di spesa, in un momento in cui la pesante crisi economica diminuisce notevolmente il potere d’acquisto delle famiglie e ricordando, altresi, che devono ottimizzare e gestire gli interessi della Comunità e non sicuramente quella di favorire appetiti e business privati”.
Anpi Albenga