
Albenga. Il nuovo polo scolastico ingauno, materia che conosce direttamente, è uno degli obiettivi principali di Roberto Schneck in veste di assessore provinciale. Un progetto che sembra collocare ancora una volta l’architetto in posizione diversa rispetto a Rosy Guarnieri. “La mia attenzione va a tutti i 69 Comuni del territorio – precisa – Il polo scolastico di Albenga è tra le priorità, una grande scommessa. Ci sono però alcune impostazioni che vorrei cambiare e delle quali ho già parlato al presidente Vaccarezza e delle quali parleremo più diffusamente. Il progetto originario che implicava la ristrutturazione di immobili vetusti non mi ha mai convinto: ne avevo anche parlato con il sindaco Guarnieri. Ultimamente la tendenza è venuta nella mia direzione: demolire tutto per edificare un complesso pià funzionale con spazi aperti per gli studenti, un campus moderno, sicuro e funzionale”.
Tra le competenze del neo assessore, oltre all’edilizia scolastica e ai lavori pubblici, strade e viabilità, gestione e sviluppo delle politiche occupazionali. “Sono entrato in un momento delicato di questo assessorato: bisognava dare subito copertura finanziaria ad oltre 600 mila euro di somme urgenze derivanti dalle alluvioni. Questa l’attenzione immediata che ho concentrato per arrivare all’assestamento di bilancio a fine novembre. Ora comincia la pianificazione, l’aspetto che più mi piace. Una sfida in un momento con poche risorse ed un territorio disastrato da mancanze decennali”.
A distanza di tempo continua a tenere banco la polemica politica sulle dimissioni da vicesindaco ed il passaggio a Palazzo Nervi. “Non è un passaggio che ho ricercato autonomamente – ribadisce Schneck – Il mio desiderio era quello di completare il mio mandato da sindaco di Albenga. Purtroppo non ci sono state più le condizioni. Il presidente Vaccarezza e il partito, dimostrandomi stima personale e politica, mi hanno chiesto di unirmi all’avventura in Provincia. E devo dire che, ad una settimana, qui sono molto più sereno”. Cosa è mancato ad Albenga? “Il tempo è galantuomo” chiosa l’archietto.