
Genova. Pendolari “scatenati” a Genova. Alcuni rappresentanti hanno infatti occupato il consiglio regionale per rivendicare il proprio diritto alla mobilità. “Si tratta di un solo comitato di pendolari, perché mi pare che gli altri abbiano apprezzato i miei consigli e soprattutto il percorso definito insieme. Molti, infatti, si sono dissociati da questa manifestazione in quanto la strada intrapresa è molto responsabile perché ci porta a far quadrare i conti con le poche risorse che abbiamo a disposizione – spiega l’assessore regionale ai Trasporti, Enrico Vesco – Tutti noi dobbiamo riprendere insieme un’azione forte nei confronti del governo Monti, per far in modo che ponga al primo punto della propria agenda il tema del trasporto pubblico, che è un diritto essenziale. Non mi stancherò mai di ripeterlo e di lottare per questo”.
Secondo Vesco il grave problema di oggi è uno. “Non si può garantire nel paese quel servizio indispensabile avendo a disposizione solo 400 milioni contro gli oltre 2 miliardi di euro che avevamo fino al 2010 – prosegue – nella serie di incontri con i pendolari ho appunto chiesto di stare compatti nell’andare a rivendicare a Roma queste risorse, tutti insieme. Fino a febbraio aspetteremo per valutare cosa farà il nuovo governo e poi, solo dal primo di aprile, nel caso faremo la manovra che io stesso ho definito devastante. Purtroppo la Regione non è in grado con le sue casse di porre rimedio a quei 70 milioni in meno dovuti al taglio effettuato dal governo Berlusconi”.
Altro problema sollevato dai pendolari riguarda l’eliminazione di alcune fermate intermedie degli Intercity. “E’ un problema che non riguarda noi, ma si tratta di decisioni aziendali per velocizzare alcuni treni su Roma – conclude Vesco – Comunque, anche in questo caso, cercheremo soluzioni, ma i veri problemi devono essere risolti dal governo”.