
Vado Ligure. La protesta dei lavoratori della Bombardier si sposta a Roma. Venerdì prossimo, infatti, operai e delegati Fiom, Fim e Uilm converranno nella capitale per aderire alla manifestazione nazionale dei metalmeccanici sul settore ferroviario. L’attività dell’azienda vadese specializzata in locomotori e materiale rotabile ha subito con virulenza le conseguenze dei tagli al trasporto pubblico. Il congelamento delle commesse hanno messo in agitazione gli oltre cinquecento dipendenti, una parte dei quali rischia una vicina cassa integrazione.
Venerdì i lavoratori di Bombardier Transportation saranno accanto ai colleghi di altre aziende nazionali che vivono il momento di crisi, come AnsaldoBreda e Firema. Nell’ambito dell’industria ferroviaria la lista delle aziende in sofferenza è lunga: Fervet già fallita, poi Ferro Sud, Keller, Rsi, Officine Salento, solo per citarne alcune, a cui vanno poi aggiunte tutte le aziende straniere che lavorano nel settore e quelle dell’indotto.
“Ci si aspetta dal nuovo governo appena insediato una forte discontinuità con quelli precedenti e nell’ambito dei provvedimenti di stimolo alla crescita si definisca finalmente, un nuovo piano nazionale per i trasporti entro il quale il settore ferroviario può svolgere un ruolo determinante sia in termini di ricchezza che di competitività nazionale. L’arretratezza delle infrastrutture ferroviarie e del materiale rotabile è caratterizzata da senescenza e obsolescenza” si legge in una nota delle organizzazioni sindacali.
Più specificatamente per Bombardier, Alberto Lazzari della Fiom Cgil ribadisce quanto già sottolineato: “Ci auguriamo che il nuovo governo Monti cambi la rotta della manovra finanziaria, che penalizza l’intero settore ferroviario. Lo stabilimento di Vado, come abbiamo più volte rimarcato, è a forte rischio. Rimaniamo in conttato con la Regione e i parlamentari liguri, soprattutto, per seguire l’evoluzione delle scelte economiche nazionali. L’Italia non può disfarsi dell’azienda ferroviaria”.