
Andora. Patrimonio comunale del Comune di Andora. Un argomento sul quale, almeno secondo il sindaco Franco Floris, ultimamente si sta parlando a sproposito così ecco che il primo cittadino ha deciso di intervenire per fare alcune precisazioni: “Voglio ribadire che è intenzione dell’Amministrazione continuare nelle procedure per consentire ai cittadini andoresi di diventare proprietari di aree donate o cedute all’Ente per poter costruire i numerosi palazzi di Andora Marina. Sto parlando di aree cedute a ‘standard’ precisando che su questo argomento non faremo passi indietro anzi, siamo pronti a difendere le nostre proprietà anche attraverso le vie legali”.
“A questo proposito continuo a leggere notizie scritte da un giornalista compiacente, molto compiacente e poco giornalista, sul rapporto fra il Comune di Andora ed i fratelli Barberis e credo sia giusto attenersi ed evidenziare i fatti. Le aree in questione sono state donate al comune negli anni ’80 come aree da destinarsi a ‘standard urbanistici’ dalla signora Codinio Ennia, mamma dei fratelli Barberis Nicoletta e Marco. Tale donazione ha permesso alla Codino di utilizzare l’indice edificatorio, allora esistente sui terreni di sua proprietà, per costruire un palazzo composto da 18 appartamenti dislocati su 4 piani oltre a 3 locali di sgombero nel sottotetto ed al piano interrato 9 box, 5 cantine ed un locale caldaia” precisa Floris.
“Siamo felicissimi che questi signori abbiano avuto grandi vantaggi economici. Meno lo siamo quando questi ultimi ostacolano l’attività dell’Amministrazione adducendo la giustificazione di essere di fatto divenuti proprietari del terreno comunale perché lo coltivano e quindi lo occupano da più di 20 anni. Per tale motivo i Barberis hanno avviato contro il Comune cause di usucapione per diventare nuovamente proprietari delle aree. Quindi il Comune si è trovato nella condizione di dover procedere all’esproprio ed all’occupazione d’urgenza per l’immissione in possesso delle aree, nelle more della definizione delle cause di usucapione in corso, per poter realizzare le opere pubbliche approvate sui terreni contesi. Tali procedure hanno costituito un lavoro ed un costo aggiuntivo di una certa rilevanza per l’amministrazione per conseguire la pubblica utilità” prosegue il sindaco.
“Si vuole evidenziare che tale trattamento – continua Floris – è stato rivolto dai fratelli Barberis anche alle sorelle Caviglia che, mentre stavano completando le pratiche di cessione di terreni in zona, come aree a standard, hanno iniziato una procedura di usucapione sugli stessi vantando sempre una loro occupazione più che ventennale. Alle sorelle Caviglia va tra l’altro il mio personale ringraziamento perché, pur essendo state invitate recentemente alla stipula di un atto per la cessione di aree a standard relative alla costruzione di due palazzine degli anni ’80, le stesse hanno provveduto a firmare con grande correttezza tutti i documenti necessari, attestando che i loro genitori avevano ceduto le aree al Comune come aree a ‘standard'”.
“Per concludere, ribadisce Floris, siamo contenti che alcune persone abbiano potuto costruire, in base a procedure corrette, ricavandone vantaggio economico. Tuttavia, trovo altrettanto giusto che le aree conseguentemente cedute al Comune non siano fonte di discussione, o peggio, di azioni ti tipo legale con un aggravio economico del Comune che si ripercuote su tutti i cittadini andoresi” conclude Floris.