
Borghetto S. Spirito. Gli animali contesi in caso di eredità o separazione. È uno dei problemi maggiormente formulati allo sportello Assoutenti Assoutenti Animal Rights. L’Avv. Maria Laura Ragazzi, presidente Assoutenti Savona e responsabile dello sportello, riferisce come sempre di più numerosi cittadini chiedano l’intervento risolutivo dello sportello.
Recentemente il problema più scottante riguardava la richiesta di un cittadino sulla collocazione del cane in caso di decesso del proprietario ed in caso di successione ai figli e al vedovo.
Lo sportello sostiene come sia possibile tenere conto del principio espresso dalla Suprema Corte di Cassazione in materia di affidamento dei minori, estendendolo, per analogia, alla materia in questione.
L’avv. Maria Laura Ragazzi, spiega, ha così privilegiato l’interesse materiale e spirituale-affettivo dell’animale conteso, affidando lo stesso al coniuge che, secondo la sommaria istruttoria, era risultato essere quello che maggiormente assicurava il migliore sviluppo possibile della identità dell’animale (in questo caso l’ex marito, a differenza di quanto accade usualmente per un figlio minore), lasciando al coniuge risultato meno idoneo (la moglie) la possibilità del cosiddetto “diritto di visita” per alcune ore determinate nel corso della giornata.
“Per la legge la questione andrebbe trattata in modo simile all’affido di un figlio per cui l’animale può stare alternamente con i due padroni senza troppi traumi per lui. Ma questo non tiene conto delle esigenze dell’animale che ha bisogno, per sua natura, di un ambiente stabile, di un solo padrone e di abitudini regolari” sottolinea avv. Maria Laura Ragazzi.
“Alla fine, in caso di contesa – continua la responsabile dello sportello Assoutenti Animal Rights – solo un Giudice può stabilire a chi affidare il cane ed anche il magistrato può scegliere la strada più comoda e statuire che il cane è dell’intestatario, prescindendo da ogni valutazione, oppure, con gli ordinari mezzi processuali, prove, perizie e quant’altro, stabilire chi è il “reale” padrone o meglio compagno del cane.
“Se amate davvero il vostro cane, in caso di separazione, fate in modo che continui a vivere con la figura più importante per lui: va benissimo che “veda” anche l’altro, ma sarà lui (o lei) a doverlo andare a trovare a casa sua, dove sarà accolto da feste interminabili e da esplosioni di gioia. Certo, gli/le toccherà anche vedere l’altro/a: ma per amore (verso il proprio cane) si sopporta questo ed altro…e se non siamo in grado di sopportarlo, significa che il cane non lo amavamo poi tanto; quindi è giusto che stia dove sta” conclude l’avvocato.