
Vado Ligure. Il Centro Vada Sabatia ha organizzato oggi una giornata di incontri con operatori della sanità e dei servizi sociali, amministratori pubblici, medici di medicina generale, assistenti sociali, rappresentanti delle organizzazioni sindacali e del volontariato per fare il punto sul percorso che la struttura sanitaria assistenziale di Vado Ligure ha compiuto in quasi tre anni, da quando la gestione è stata assunta dal Gruppo Segesta, per riflettere sui principali nodi da affrontare per garantire una rete di assistenza soprattutto per gli anziani data dal rapporto tra ospedale, strutture residenziali e assistenza domiciliare.
Sono state messe in luce le preoccupazioni per le conseguenze dei tagli in corso nella sanità in Liguria e nell’Asl 2 e avanzate proposte per fare fronte a tale situazione. Le relazioni son state svolte dai direttori della struttura: gestionale Maria Rosa Siffredi, sanitario Alberto Rossetti e amministrativo Simone Simonetti.
“Le caratteristiche che la struttura ha cercato di sviluppare in questi tre anni sono state in primo luogo il trasferimento dell’esperienza e delle pratiche di qualità acquisite dal Gruppo Segesta nella concreta gestione del centro vadese e la volontà di rispondere alle effettive esigenze di servizi che il territorio e l’Asl hanno espresso nell’ambito della cura di pazienti particolarmente fragili nella fase post acuta” afferma in una nota il gruppo Segesta.
“Questo è stato reso possibile grazie all’articolazione della struttura in nuclei specializzati: residenza protetta, residenza sanitaria assistita per anziani residenza sanitaria assistita per malati di Alzheimer, residenze per disabili, nuclei ad alta intensità di cura per comi e stati vegetativi”.
“Questi obiettivi sono perseguiti puntando su costanti iniziative di formazione e riqualificazione, sulla certificazione di qualità, sul rapporto con il volontariato attivo a Vado Ligure, sul rapporto con i parenti degli ospiti, sia nei rapporti interpersonali, sia attraverso un apposito comitato di rappresentanza degli stessi”.
Tra gli impegni in corso di realizzazione vi è un’ulteriore valorizzazione della funzione medica interna, con l’incremento della presenza di figure mediche, di medicina generale e specialistiche. Questo anche al fine di agire con maggiore efficacia su uno dei nodi critici, che riguarda i rapporti ospedale , strutture residenziali e assistenza domiciliare, che riguarda la salute dei pazienti, ma che ha riflessi importanti sulle risorse finanziarie impiegate in sanità.
Partendo da esperienze già in corso, come quelle delle convenzioni con gli specialisti dell’Asl, i prelievi per gli esami di laboratorio effettuati in struttura, analizzati in ospedale e comunicati tempestivamente per via telematica, si vuole contribuire a rendere la rete della presa in carico dei pazienti fragili, spesso affetti da più malattie, più efficiente ed efficace, agendo sui nodi critici che riguardano: l’appropriatezza dei ricoveri e della durata delle degenze in ospedale, la riduzione dei ricorsi al pronto soccorso e soprattutto la prevenzione dei ricoveri successivi, l’adeguatezza della assistenza post acuzie.
Tra le questioni affrontate vi è quella dei medici di famiglia. Una recente delibera della giunta regionale sospende l’assistenza dei medici di famiglia per le persone ricoverate in modo permanente in residenze protette e residenze sanitarie assistite . Se questo è funzionale per la gestione del ricettario, non si vuole comunque disperdere la relazione dei medici di famiglia con i pazienti e con la struttura. Si è voluto avviare direttamente con i medici di medicina generale una ricerca di collaborazione, sia in vista di ricoveri di riabilitazione e temporanei, finalizzati al rientro a domicilio, sia attraverso la promozione di attività libero professionali rivolte ai pazienti ricoverati.
Sono stati illustrati in seguito i progressi in termini di occupazione. In meno di due anni , l’occupazione è cresciuta da 80 a 126 dipendenti e da 13 a 26 collaborazioni professionali, mentre la quota di lavoratori interinali è stabile a 15.
La preoccupazione per gli effetti dei tagli annunciati dall’Asl è tanto più forte quanto già nel 2010 e nel 2011 vi è stato un forte scostamento tra i posti letto convenzionati e quelli effettivamente utilizzati dall’Asl 2.
Al 31 ottobre la differenza era data dallo scarto tra 163 posti convenzionati e 140 posti effettivamente utilizzati, con uno scostamento del 24 % in termini di risorse erogate ( nel 2010 la differenza era stata del 33%).
Lo squilibrio è stato parzialmente compensato dalle convenzioni con altre Asl (23 di cui 4 da altre Regioni) e da privati (22) , oltrechè dalla convenzione con il Comune di Vado (34).
“Gli effetti dei tagli alla sanità, in particolare in questo settore, sono diretti, sui pazienti che hanno bisogno di assistenza; sulle lavoratrici e i lavoratori in termini di occupazione; sull’azienda. A questo proposito, tutte le strutture residenziali condividono le difficoltà, ma per Vada Sabatia questo avviene quando non è ancora completato il percorso di insediamento e sviluppo, quindi con maggiori rischi. Ci sono poi effetti indiretti, poiché tagli generalizzati alle residenze simultanei con i tagli alle strutture ospedaliere non lasciano spazio per una riorganizzazione dell’offerta dei servizi in direzione di una maggiore appropriatezza e sostenibilità economica e sociale”.
“Con quale atteggiamento reagire? E’ indispensabile la condivisione del problema tra i diversi protagonisti, pubblici e privati, senza scarico a vicenda. Proseguire comunque e rendere più diretto il confronto con enti e operatori per calibrare i progetti e renderli più efficaci e meno dispersivi di risorse.Essere comunque propositivi e concreti, anche perchè, se la copertura finanziaria pubblica diminuisce, non diminuisce il bisogno. In questa direzione va anche una serie di proposte per incentivare l’ospitalità privata proponendo convenzioni con aziende e enti per praticare sconti , pensando di applicare lo sconto previsto dalle convenzioni comunque a chi è inserito in liste di attesa dell’Asl fino a che le liste non saranno sbloccate, valutando l’applicazione di esperienze sperimentali in corso n altre strutture di Segesta, con tariffe personalizzate, proporzionate all’effettivo bisogno assistenziale de pazienti” conclude la nota.