
Savona. Non si è fatta attendere la replica dei sindacati di categoria in merito alle affermazioni di Tpl Linea che ha criticato lo sciopero programmato per il 14 novembre. “E’ un tentativo di capovolgere il rapporto causa-effetto sulle motivazioni della protesta, che arriva da una azienda che non ha rispettato gli impegni presi, con accordi disattesi”.
“E’ giusto sottolineare che lo sciopero è anche una risposta al taglio degli integrativi aziendali dal prossimo primo gennaio, che Tpl ha comunicato con una lettera a Provincia, Comuni ed Rsu sindacale” sottolinea Claudio Schivo della Filt Cgil di Savona.
“Lo sciopero è assolutamente regolare e legittimo, nella forma, oltre che nei contenuti; e poi ci sono gli organi preposti chiamati a pronunciarsi in merito, non spetta certo all’azienda giudicare…” chiarisce Schivo.
“300 euro al mese non sono pochi per un lavoratore del trasporto pubblico locale che ha fatto già enormi sacrifici in questi anni, è un provvedimento che riguarda 430 lavoratori ed il sindacato non può certo stare a guardare”.
“A cio si aggiunge un preoccupante piano di tagli, che andrà a gravare sui lavoratori e l’utenza del trasporto pubblico. Per questo scenderemo in strada ancora una volta…Se l’azienda ci accusa di essere dogmatici ebbene sì, lo siamo, perchè crediamo nella coerenza e nel rispetto delle relazioni industriali, cosa che l’azienda sembra davvero non conoscere. Inoltre aspettiamo di essere convocati per capire se dall’accordo tra azienda ed enti proprietari ci siano o meno risorse in più, e se fosse così perchè allora tagliare l’integrativo?” conclude Schivo.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche il comunicato diramato dalla Rsu aziendale: “Le azioni di sciopero non si decidono mai a cuor leggero e, nel caso specifico, i lavoratori sono costretti a quest’azione di protesta dal comportamento aziendale irrispettoso di accordi firmati e di impegni presi, comportamento che è causa delle procedure di raffreddamento avviate il 14 settembre scorso”.
“Tale situazione è stata per giunta aggravata dall’intenzione, dichiarata dall’azienda con la lettera inviata alla Rsu il 25 ottobre scorso, di disdire, con atto unilaterale, la parte normativa degli accordi di secondo livello a far data dal 1 gennaio 2012”.
“Perdurando questi comportamenti e queste intenzioni le rappresentanze sindacali saranno costrette, non solo a mantenere lo sciopero già programmato, ma a indirne una lunga sequenza, nel rispetto delle norme vigenti, affiancandoli anche ad altre azioni di protesta”.
“Le Rsu sono comunque disponibili all’esonero di tutto o parte del personale di Tpl Linea dallo sciopero programmato qualora vi fosse intervento della Prefettura, nei termini previsti dalla legge”.