
Savona. Tre assoluzioni, ma anche un abbraccio e pace in aula fatta davanti al giudice. Si è chiuso con questo epilogo, questa mattina, un processo che vedeva imputati tre giovani per una lite scoppiata davanti al bar Benzi di via XX Settembre a Savona. L’episodio risale alla sera del 4 marzo 2010: poco lontano dal locale era scoppiata una lite tra due albanesi, Edison Lleshi, 21 anni, Klaudio Xhetani, di 19, ed un italiano, Paolo Zarulli, di 24.
I tre erano stati tutti accusati di rissa, resistenza a pubblico ufficiale (nemmeno l’arrivo dei carabinieri infatti era servito per calmare gli animi) e lesioni. Già in udienza preliminare il giudice Emilio Fois aveva optato per il non luogo a procedere per il reato di rissa (per l’accusa era stato appurato infatti che furono gli albanesi ad alzare le mani) e aveva rinviato a giudizio i tre solo per resistenza. A Lleshi e Xhetani viene contestata anche l’accusa di lesioni. Questa mattina però, in udienza, tutte le accuse sono cadute: quella di resistenza perché uno dei militari intervenuti per calmare gli animi ha chiarito che i ragazzi al loro arrivo non si erano scagliati contro i carabinieri, pur continuando a picchiarsi tra loro. Quella di lesioni perché la prognosi del giovane italiano era inferiore a quella necessaria per la procedibilità d’ufficio e, vista l’assenza di querela, non era possibile che restasse in piedi.
Secondo quanto accertato in un primo momento, la discussione era scoppiata perché Zarulli aveva parlato con una delle ragazze che erano in compagnia degli albanesi scatenando la reazione di questi. Dalle parole si era passati ai fatti e Lleshi e Xhetani avevano colpito con calci e pugni l’italiano. A quel punto erano intervenuti i carabinieri. Zarulli, difeso dall’avvocato Marco Fazio, aveva sempre negato di essere un “co-rissante”.