
Albenga. Il consigliere regionale Pdl Marco Melgrati, dopo un incontro con una rappresentanza di autisti della Tpl del comparto di ponente, ha preso carta e penna e ha deciso di segnalare ai dirigenti le criticità, lamentando disservizi e disagi, e suggerendo un tavolo concertato per cercare soluzioni condivise proprio con chi tutti i giorni vive e affronta le difficoltà legate al trasporto pubblico locale, gli autisti; soluzioni che, nonostante il periodo di crisi, apportino tagli e risparmi, sì, ma commisurati ai bisogni dei dipendenti e, allo stesso tempo, in grado di fornire un servizio di qualità per gli utenti.
La lettera è indirizzata, per conoscenza, anche agli assessori Marson e Vesco, che hanno la responsabilità politica di questa azienda di trasporto pubblico. Questo il testo integrale della lettera:
Nel corso di un incontro che ho avuto con alcuni autisti e sindacalisti del Ponente della T.p.l., ho ricevuto segnalazione su alcune criticità in merito alla gestione, all’ottimizzazione, e soprattutto alla economicità del servizio offerto, e delle condizioni di lavoro dei dipendenti, in particolare il personale impiegato alla guida degli autobus. Con questa mia voglio approfittare, con spirito collaborativo, per segnalare alcune proteste degli utenti, che lamentano disservizio, mezzi non adeguati, sporchi e scassati, e scomparsa di corse importanti per fornire un servizio di tipo sociale che questa società pubblica dovrebbe offrire.
Premesso che la Regione dovrebbe trasferire maggiori risorse sulla T.p.l., evitando di scaricare sempre le colpe sul Governo nazionale, e non essere sempre matrigna e Genovacentrica nei confronti delle province più estreme. All’atto della fusione tra SAR e ACTS, che ha dato luogo alla società T.p.l. e della quale mi sento responsabile in prima persona, in quanto in allora Sindaco e azionista come città di Alassio della Sar, e firmatario del documento di fusione, esisteva un protocollo di intesa a tutela dei lavoratori. L’assessore Marson in seguito ai tagli imposti della finanziaria del Governo nazionale, ha dichiarato di non poter tenere fede a quanto concordato e firmato al momento della fusione.
L’accordo confermava quanto garantito in precedenza dall’assessore Marson stesso quando svolgeva il ruolo di Presidente della ACTS , e cioè che i dipendenti autisti e non che vivono nel comprensorio Albenganese non dovevano essere trasferiti a Savona per svolgere il servizio; di fatto questo impegno è stato disatteso, visto che per riempire i buchi di un servizio definito sotto organico del comparto savonese vengono chiamati ogni giorno alcuni autisti, con trasferimenti giornalieri rimborsati con 9 euro di rimborso spese. Ma se è vero come è vero che un operatore può usare i mezzi dell’azienda per trasferirsi a Savona, è vero che per andare a Savona con i mezzi della T.p.l., solgere il servizio e tornare, l’operatore impiega 12 ore contro le 6 di lavoro effettivamente svolto. E se un operatore va con i propri mezzi, 9 euro non coprono quasi nemmeno il costo dell’autostrada, figuratevi il costo della benzina!!! E a dicembre, con la chiusura del deposito di Finale, ci sarà il problema analogo dei dipendenti del comprensorio Finalese che vengono spostati di base a Cisano sul Neva o a Savona.
Si avvertono inoltre “rumors” di palazzo che, per risparmiare, la dirigenza voglia, come priorità, tagliare da subito i contratti integrativi per fare cassa, che rappresentano un “peso” di bilancio di circa 2.200.000 euro, ma sono anche un importante voce per garantire ai dipendenti uno stipendio dignitoso. Per quanto attiene poi alle contestazioni al personale, risulta quantomeno strano che nell’anno in corso siano state fatte circa 700 contestazioni al personale…perché? Forse che le contestazioni sono il motivo per trasferire il personale del comprensorio Albenganese a lavorare sul comprensorio Savonese e in Valbormida, dove il personale è sotto-organico? E poi è normale che i controlli vengano effettuati prioritariamente sui dipendenti e non sugli utenti, che magari sono senza biglietto? Se si controllano i primi, gli stessi controllori non possono controllare anche gli utenti? Magari con un maggior utile per la Società!!
La convinzione dei dipendenti è che quelli ex Sar siano sotto particolare osservazione!!! Ad un autista è stato contestato un arrivo ad Alberga con 15 secondi (diconsi quindici secondi) di arrivo in anticipo!!! Forse che la T.p.l. fornisce orologi sincronizzati ai dipendenti? O esiste una tolleranza, che non può essere quantificata in “secondi”, ma in minuti, a seconda delle condizioni di traffico…Non stiamo forse esagerando? Si mandano in giro mezzi privi di indicatori elettronici e poi si contesta all’autista che non c’è l’indicazione della tratta…Anche il ricorso a continui spostati-riposi, per la copertura del sevizio, che significa che alcuni autisti fanno solo un riposo al mese, con le ovvie conseguenze sulla sicurezza e sulla qualità della vita…E inoltre il ricorso continuo alle consulenze esterne, che erode quote di bilancio.
Altro motivo di contestazione sono i danni, anche infinitesimi, arrecati per “causa di servizio” ai mezzi; anche la strisciata di uno specchietto retrovisore viene addebitato come sanzione, anche economica. E queste e altre contestazioni hanno dato luogo negli anni a licenziamenti, forse troppo frettolosi, che hanno portato a vertenze con lavoratori licenziati, che hanno visto l’azienda Tpl puntualmente soccombere in giudizio, con la riassunzione dei dipendenti e il pagamento degli arretrati e degli interessi, contenziosi valutabili, si dice, negli anni, in circa 1.000.000 di euro. Il Presidente T.p.l. poi sui media locali parla di contrazione di bilancio e necessità di tagli drastici, che potrebbe portare a mobilità e cassa integrazione, dimenticando che il contratto di lavoro degli auto filo ferro tranvieri pubblici non prevede questi ammortizzatori sociali.
Non bisogna dimenticare che il servizio autobus, pur essendo un servizio pubblico di fatto, non garantisce per legge un servizio minimo garantito, se non per i portatori di handicap. Mi è stato accennato anche di alcuni sprechi e disagi del servizio, che voglio qui riepilogare: autobus utilizzati che consumano 1 litro a chilometro (i mezzi 50,51 e 52) e invece non vengono usati quelli nuovi a combustibile misto benzina e gpl perchè consumerebbero troppo!!! Quello a Gpl pare che non si usi perché non c’è la volontà di ripararlo; e allora, perché è stato acquistato? La corsa a Vellego è effettuata da un mezzo di tonnellaggio superiore a quello previsto dalla portata della strada…in caso di incidenti potrebbe creare gravi problemi di responsabilità!!!
Avendo eliminato le basi-capolinea di “montagna”, dove in precedenza stazionavano i bus per la notte, oggi di fatto si prende servizio a Cisano con il mezzo vuoto e si arriva in sevizio a Castelvecchio, Casanova, Vellego, Erli, Balestrino ecc…questo porta, nel computo generale dei chilometri, a un maggior chilometraggio effettuato, ma a vuoto, a scapito del servizio. Gli autobus in servizio nel ponente sono i peggiori, vecchi e rotti, con addirittura buchi sul pavimento…gli autisti del ponente lamentano turni disagiati rispetto ai turni dei colleghi di Savona.
Anche dagli utenti ho raccolto un grido di dolore; questi lamentano autobus sporchi e rotti, che lascia presumere che quelli in buono stato, che esistono, siano impiegati sulle tratte savonesi e del levante, nonché annullamento di corse verso l’entroterra, con gravi disagi per gli utenti che non possiedono mezzi alternativi. Questa estate non vi erano corse per Garlenda, nonostante l’importanza che riveste questo bacino turistico, con il Golf, l’ippodromo, il maneggio ecc. In particolare su Alassio verso Moglio e Solva sono diminuite le corse, la domenica è stato soppresso il pullman che va a Testico, e quando c’è non arriva più al Ginestro; per Moglio soppressa la corsa delle 17 da Alassio, mentre l’ultima corsa invece che alle 19,30 è stata anticipata alle 19, creando disagi. Gli utenti richiedono poi la fermata a Caso al capolinea più in basso. Inoltre, sulla costa, si è passati da un mezzo ogni venti minuti a uno ogni trenta.
Si chiede inoltre se corrisponde al vero il fatto che, nonostante i bilanci non felici e non positivi, l’amministratore delegato alla fine dell’anno prenda comunque un premio produzione, così come i dirigenti capo-area e addetta stampa (del cui ruolo sono personalmente scettico, in un momento di crisi; quando ero io Sindaco era stato un “lusso” che avevo tagliato, per risparmiare)! Nel comprendere che il momento è difficile, che la crisi è generalizzata, e colpisce tutto e tutti, che il governo ha garantito 50 milioni per il trasporto pubblico ma non li ha ancora trasferiti alla Regione Liguria, questa mia vuol essere un possibile contributo per analizzare criticità e prendere in esame suggerimenti che, provenendo dagli operatori, hanno ancora più valore, perché vissuti tutti i giorni “sul campo”.
Rimango a disposizione per un eventuale incontro tra le SS.LL. e le rappresentanze sindacali, con la mia partecipazione, per verificare se quanto emerso possa riuscire a portare un contributo ad una discussione serena e a eventuali risparmi ed economie di scala, necessari in un momento di recessione e di contrazione degli apporti finanziari da parte degli enti pubblici alle società di trasporto.