Il dibattito di questi mesi, seguito alla moratoria regionale sulle proposte di porto turistico di diverse località, ha messo in risalto alcuni elementi, relativi alla nostra costa, sui quali anche la Regione dovrà riflettere.
Se è vero, come è vero, che non sia possibile accettare la realizzazioni di strutture portuali molto vicine è pur vero che esistono situazioni, come nel caso specifico di Spotorno-Noli, che necessitano di un approfondimento.
Così come necessita una riflessione la crescita qualitativa dell’offerta del turismo ligure, che va accompagnata da nuovi servizi ed opportunità per il turista, vista la continua difficoltà ad affermare una centralità della nostra economia primaria.
Non si può certo negare che in fatto di organizzazione portuale turistica siano stati commessi errori e si sia costruito strutture assolutamente sproporzionate ai luoghi di accoglienza.
La giusta riflessione del presidente Burlando sulla proliferazione dei progetti di porti turistici non può, però, far venir meno l’attenzione nei confronti di temi quali il risanamento di alcuni tratti di costa che non può essere delegato, in termini di investimenti, ai piccoli comuni.
Pietra Ligure insegna; i cantieri Rodriguez meritavano un intervento di riqualificazione e così è stato.
La domanda spontanea che poniamo alla Regione è: le discariche di Spotorno e Noli non suscitano gli stessi sentimenti e le stesse sensibilità ambientaliste?
Il WWF recentemente ha presentato le osservazioni contro la realizzazione del porto turistico Spotorno-Noli ponendosi, giustamente, il tema della conservazione della costa ligure e della Poseidonia oceanica.
Io credo che la riflessione, però, vada estesa al tema più generale, perché se la realizzazione di un porto turistico, peraltro fortemente ridimensionato rispetto ai precedenti progetti (390 posti contro 800), deve essere monitorata e valutata sino in fondo, anche la qualità della nostra costa deve poter essere oggetto di discussione e di analisi.
Se no il dibattito diviene a senso unico e ci si preoccuperà solo di ciò che appare più importante, dimenticandosi, ad esempio, che le discariche di Spotorno e Noli sono elementi estranei alla costa ed incidono negativamente sulla tutela dei fondali e sullo sviluppo della Poseidonia, inquinando continuamente le acque con materiali assolutamente inconciliabili con l’equilibrio marino.
Chi abita qui sa cosa succede durante le mareggiate e quanto materiale non selezionato ed occasionale viene trascinato in mare per migliaia di metri quadri e che, ovviamente, va a depositarsi sulla prateria di Poseidonia. E’ un tema che non ho sentito affrontare da tecnici, ambientalisti ed amministratori.
Lo poniamo noi.
Come poniamo all’attenzione di chi, nei prossimi giorni, dovrà esprimersi – la Giunta ed i tecnici regionali – sulla questione delle discariche stesse che sono lì da cinquant’anni per volontà dello Stato, che un giorno decise di scaricare in mare il materiale di scavo delle gallerie della nuova ferrovia e dell’autostrada.
Quindi non fu colpa dei nostri cittadini, ma dell’insensibilità dei politici del tempo, che non valutarono l’impatto assolutamente negativo di due siti, che nulla hanno a che vedere con la balneazione, con la crescita economica e con l’equilibrio del nostro Golfo.
Stiamo parlando di 180.000 metri cubi di materiale inquinante del quale nessuno sembra occuparsi veramente, salvo la procura della Repubblica e l’Intendenza di Finanza che hanno sollecitato i Comuni e la Regione a bonificare i siti che potrebbero custodire rifiuti pericolosi per l’ecosistema marino e per l’uomo. Chi dunque si occuperà di questo tema?
E stiamo parlando di circa 20.000 metri quadrati di superficie di discariche assolutamente innaturali con l’ambiente circostante e di un sito, quello di Spotorno, con un’altezza media di 8 metri sul livello del mare con punte di 12 metri. Due colline di rifiuti sulla costa che dovrebbe sollecitare le istituzioni superiori a trovare una soluzione definitiva per non consegnare ai posteri quel degrado al quale non ci siamo abituati.
Di questo ora occorre parlare, perché, paradossalmente il progetto del porto turistico passa in seconda fila rispetto ad una questione che ha il bisogno della consapevolezza pubblica.
Il Presidende Burlando ha visitato il sito a Luglio rendendosi conto del tema posto; più recentemente l’assessore all’Ambiente della Regione Liguria, Renata Briano, l’assessore al Turismo, Angelo Berlangeri, ed il capogruppo del PD, Nino Miceli, dopo un sopralluogo si sono espressi per una soluzione che liberi il nostro Golfo da questo impatto. Ora siamo alla stretta finale; dopo la moratoria generale che ha sospeso anche il progetto di porto turistico, i Comuni di Spotorno e Noli hanno presentato le osservazioni ed hanno chiesto un incontro all’Assessore all’Ambiente Renata Briano che ha dato la propria disponibilità.
In quella sede porremo ancora una volta le nostre argomentazioni chiedendo alla Regione che non si consegni alla storia futura delle nostre località uno stato di abbandono e di degrado. Chiederemo che l’iter urbanistico già avviato sulla scelta di porto turistico fra i due concorrenti – Fincosit SPA e Marina Srl – possa proseguire perché riteniamo possa essere l’unica possibilità economica per l’eliminazione totale delle due discariche, ben sapendo che la parte pubblica non avrebbe le energie economiche per la bonifica dei siti quotata milioni di euro.
Vi è, infine, da precisare che le Giunte municipali di Spotorno e Noli prima di avviare il procedimento previsto dalla legge Burlando sui porti turistici, avevano prescritto che gli eventuali progetti in concorso oltre alla eliminazione totale delle due discariche, non avrebbero potuto proporre cubature residenziali, avrebbero dovuto rispettare il sito della Poseidonia, non avrebbero dovuto utilizzare porzioni di arenile, avrebbero dovuto occultare i parcheggi ed avrebbero dovuto realizzare il collegamento pedonale fra la passeggiata a mare di Spotorno e di Noli.
E’ giusto, dunque, lasciare ai nostri piccoli comuni la responsabilità totale della gestione di un guasto ambientale che non ha simili sulla costa ligure?
E’ giusto che sulla costa ligure si debbano ancora essere attratti, nonostante la crescita della consapevolezza ambientale, da situazioni di tale abbandono, incuria e decadimento anche culturale? Ed è giusto che i turisti italiani e stranieri da decenni continuino a chiedere chi si debba occupare di tale scempio e quando si troverà una soluzione?
Franco Riccobene, Assessore al Turismo – Vice Sindaco del Comune di Spotorno