
Liguria. “Nelle trattative per il rinnovo dei contratti nazionali del terziario e del turismo – ha dichiarato il segretario generale della Fisascat Cisl – abbiamo ribadito con forza la necessità di prevedere che i committenti/datori di lavoro dei settori produttivi, prima di procedere all’avvio dei processi di outsourcing, affrontino con le organizzazioni sindacali una fase di confronto finalizzata ad individuare i correttivi che permettano di non terziarizzare e, qualora questo non fosse possibile, di applicare ai lavoratori occupati negli appalti le condizioni economiche e normative previste dai contratti nazionali di settore sottoscritti dai sindacati comparativamente più rappresentativi. Per la Fisascat questo criterio dovrà essere introdotto e diffuso nei rinnovi contrattuali di tutti i settori produttivi”.
E’ solo uno degli ingredienti della ricetta che la categoria cislina del terziario, turismo e servizi ha proposto nel corso del convegno promosso oggi a Roma dedicato al tema degli appalti nel settore dei servizi e della corretta applicazione delle normative legislative e contrattuali esistenti.
“E’ una sfida ambiziosa se si considera che la stima complessiva degli occupati negli appalti del terziario è di circa un milione e mezzo di addetti – ha aggiunto Raineri – Sono i lavoratori e le lavoratrici delle imprese di pulizia, dei multiservizi, del facility management, delle cooperative socio-assistenziali, della ristorazione collettiva e della vigilanza privata, con un’altissima percentuale di occupazione femminile, prevalentemente inquadrati con il contratto part-time in un regime di flessibilità delle prestazioni e della mano d’opera”.
“Essenziale sarà il ruolo del servizio ispettivo del ministero del
Lavoro, della bilateralità ed un nuovo intervento degli osservatori che dovrà prevedere il coinvolgimento diretto del ministero del lavoro, dell’inps, dell’inail e dell’autorità per la vigilanza sui contratti pubblici, un mixer da realizzarsi nell’ambito del territorio – ha concluso Raineri – Determinante in tal senso sarà anche il ruolo della certificazione dei contratti di lavoro svolta dagli enti bilaterali ai quali dovrà essere anche affidato il compito del monitoraggio del sistema”.
Proposte condivise dai relatori intervenuti all’iniziativa a cominciare dal presidente Assiv Matteo Balestrero, dal presidente Fise/Anip Claudia Giuliani, del direttore generale delle Attività Ispettive del ministero del Lavoro Paolo Pennesi, dal direttore generale Fipe Edi Sommariva, dal presidente Federlavoro e Servizi/Confcooperative Massimo Stronati, e dai segretari generali delle federazioni cisline del pubblico impiego e delle costruzioni Giovanni Faverin e Domenico Pesenti.
L’evento è stato concluso da Raffaele Bonanni, il segretario generale della Cisl. “Bisogna saper costruire clausole sociali in tutti i settori produttivi – ha dichiarato – La logica del sistema di appalto non deve coincidere con quella dell’illegalità e con i fenomeni di dumping contrattuale”.
“Il raccordo tra contrattazione e legislazione – ha concluso Bonanni – garantirebbe la crescita e lo sviluppo delle imprese che esercitano l’attività all’insegna della qualità e della competitività anche nell’interesse dei lavoratori”.