
Savona. Ormai non fa davvero quasi più notizia. Ma non per questo la situazione del tribunale di Savona deve essere considerata di lieve gravità. Puntualmente, come in tutte le giornate di pioggia, infatti il Palazzo di Giustizia savonese si è allagato. Le solite pozzanghere si sono formate al secondo piano, quello dove ci sono le aule d’udienza, ma anche in molti angoli delle scale interne. Insomma tutte scene già viste, ma la novità sta nel fatto che le infiltrazioni sembrano aumentare di numero ogni volta che piove.
Dalle vetrate del palazzo, in più punti, infatti oggi scendevano delle piccole cascate, perfino sul “tetto interno” della libreria del tribunale che presentava tre pozze d’acqua. Ma si vedevano anche muri impregnati d’acqua con le goccioline che scendevano e formavano dei piccoli laghetti sul pavimento (in alcuni casi passando anche al piano di sotto). Come se non bastasse, oltre ai problemi causati dalla pioggia, l’impianto di riscaldamento dell’edificio oggi non era funzionante e tutti i dipendenti erano al freddo. Una situazione che sta passando davvero il limite e che gli impiegati iniziano a non tollerare più.
Nessuno ha voglia di esporsi ma, a taccuini chiusi, in molti dicono di essere preoccupati: “Sono anni che segnaliamo questi problemi, ma nessuno ci ascolta. Ci sono situazioni pericolose con quest’acqua: in primis con i pavimenti bagnati c’è il rischio che qualcuno caschi e poi il fatto che nei muri continui ad entrare la pioggia rischia di danneggiare la struttura. Per non parlare del rischio di corto circuiti visto che l’acqua in molti casi raggiunge prese di corrente. E poi le vetrate crepate nemmeno sono sicure”. Il timore di molti dipendenti di palazzo di Giustizia è quello che debba succedere qualcosa di grave prima che qualcuno intervenga.