
Vado Ligure. Un “vizio d’origine piuttosto grave”, quando ormai i giochi erano fatti. Così il presidente della Regione, Claudio Burlando, parla del referendum sulla Maersk tirato in ballo nel corso dell’ultimo incontro sul tema dall’assessore Ilarcio per sottolineare come la popolazione vadese, nel gennaio del 2008, abbia espresso chiaramente il proprio no al progetto relativo alla piattaforma.
“Mi pare che ci sia un errore di fondo non trascurabile – evidenzia Burlando – Il Comune, di cui allora Caviglia era vice sindaco, dopo aver discusso con noi del progetto, avere concordato il da farsi, aver dato vita alla gara con l’assegnazione dei lavori, creando così un vincitore che, da quel momento, ha tutto il diritto di procedere con il progetto, se ne esce fuori con il referendum quando ormai il piano era in itinere. Troppo tardi, direi. Semmai prima si fa il referendum e solo in un secondo momento si dà eventualmente vita all’opera, altrimenti si fa un disastro”.
“Una volta impostata una gara d’appalto e assegnati i lavori non si può negare al vincitore un diritto acquisito in tutta regolarità – dice ancora il governatore ligure – Poi ognuno può fare ricorso alla giustizia amministrativa, ma è indiscutibile che il referendum andasse fatto prima. Ora bisogna fare l’opera meglio che si può”.