
Savona. E’ durato poco il giro di vite, anzi, neppure è cominciato, contro i pescatori cosiddetti ‘sportivi’, iniziato a dicembre 2010 con l’obbligo di autocertificare la loro discutibile attività ai fini del censimento richiesto dall’Unione Europea”: è la denuncia die volontari dell’Enpa che continuano: “Non erano neppure previste sanzioni, la segnalazione poteva essere effettuata anche via internet e c’erano 90 giorni di tempo per adempiere; il pescatore sportivo o ricreativo che al momento del controllo non esibiva l’attestazione doveva sospendere l’attività di pesca ed effettuare entro 10 giorni la comunicazione, oppure presentare l’attestazione della comunicazione già effettuata. Ebbene, in nome della semplificazione il ministro delle politiche agricole e forestali ha firmato un decreto che dispone la sospensione dei controlli di polizia per chi pesca da terra, mentre chi pesca in mare non potrà essere controllati d’estate, tra il 15 giugno e il 15 settembre”.
“Si ritorna quindi alla totale liberalizzazione della pesca sportiva prima ancora di averla censita e disciplinata in modo più consono alla terribile situazione della fauna marina – dicono ancora i volontari – La Protezione Animali savonese denuncia la vergognosa iniziativa del discusso ministro Romano, che favorisce lo sfruttamento delle risorse marine per puro svago, mentre i tre quarti delle specie animali sono in vertiginosa diminuzione; non sarà quindi possibile sapere quanti sono gli ‘sportivi’ che, comunque numerosissimi, contribuiscono in modo sempre più massiccio alle stragi giornaliere compiute da una pesca professionale supertecnologica e micidiale; e che talvolta vendono illegalmente gli animali pescati a ristoranti compiacenti”.