Liguria. “Dispiace constatare quale e quanta approssimazione hanno i politici quando affrontano i problemi penitenziari. Non sanno neppure di cosa parlano. Lo conferma clamorosamente la nota congiunta del responsabile Sicurezza dell’Idv, Giovanni Paladini, e del capogruppo del partito in Regione Liguria, Nicolò Scialfa”.
A dichiararlo è Roberto Martinelli, segretario generale aggiunto e Commissario straordinario ligure del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, la prima e più rappresentativa organizzazione dei Baschi Azzurri, commentando le dichiarazioni degli esponenti liguri dell’Italia dei Valori.
“Paladini e Scialfa parlano di “guardie carcerarie” vittime di suicidi ed atti di autolesionismo. E’ grave che Scialfa e soprattutto Paladini, che pure proviene dai ruoli della Polizia di Stato e che spesso si è occupato dei problemi dei Baschi Azzurri del Corpo, non sappia che nelle carceri non lavorano “guardie carcerarie”, bensì donne e uomini appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria. Guardia carceraria (ma anche secondino) è un appello vetusto ed anacronistico: la legge 395 del 15 dicembre 1990 (oltre 20 anni fa…) ha sciolto il Corpo degli Agenti di Custodia (improprio, quindi, anche definirli ancora agenti di custodia) ed ha istituito il Corpo di Polizia Penitenziaria, equiparato a tutti gli effetti alle altre quattro Forze dell’Ordine (Arma dei Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Corpo Forestale dello Stato).
Ancora. I due Dipietristi dicono che molti degli stranieri in carcere lo sono per violazione della legge sull’immigrazione: non è affatto vero. Dei circa 25mila detenuti stranieri nelle celle italiane, i detenuti in cella solo per violazione del Testo Unico sull’immigrazione sono circa 3.700: e cioè il 14%. Quel che serve, quando si parla di carcere, è sapere di cosa si parla. Ed evitare la brutta figura di dire castronerie come quelle contenute nella nota congiunta di Paladini e Scialfa”.