
Albenga. Spettatori incollati alla tv per la sentenza della Corte di Appello di Perugia sull’omicidio di Meredith Kercher, che ha visto assolti con formula piena Amanda Knox e Raffaele Sollecito. Lo speciale “Quarto Grado” su Rete 4 ha totalizzato 3 milioni 932 mila telespettatori e, al momento della lettura della sentenza, ha raggiunto picchi di 6 milioni 306 mila; per “Porta a porta” in seconda serata 2 milioni 303 mila telespettatori.
Una overdose mediatica che rende ancora più assordante il silenzio totale sul caso di Tomaso Bruno ed Elisabetta Boncompagni, i due giovani italiani condannati all’ergastolo in India per la morte del loro amico Francesco Montis, trovato senza vira nella camera d’albergo che i tre condividevano a Varanasi. Certo nessun organo di stampa o emittente indiani ha interesse ad accendere i riflettori e piazzare teleobiettivi sul caso dei due turisti incarcerati, come è stato fatto in Italia con i due giovani incriminati e poi assolti per il delitto Meredith. Ma stupisce la scarsa considerazione dei media nazionali italiani sulla sorte di due connazionali (e delle loro famiglie) in terra straniera e in trepidazione per il processo d’appello.
Lo aveva sottolineato già ad inizio agosto la senatrice Roberta Pinotti: “Per vicende come il caso Meredith c’è stata un’esposizione mediatica incredibile. Dovremmo perciò alzare l’attenzione”. I genitori del giovane albenganese, Euro Bruno e Marina Maurizio, fanno ora un appello specifico: “L’Italia deve comportarsi con Tomaso ed Elisabetta come hanno fatto gli Stati Uniti con Amanda Knox nel processo per l’omicidio di Meredith Kercher”. Mentre i canali diplomatici sono da tempo attivati, però, l’attenzione dell’opinione pubblica non è sintonizzata né polarizzata dai media sulla delicata vicenda dei due detenuti italiani in India.