
Savona. “L’imposizione rivolta ai medici dall’Azienda Sanitaria Locale su input della Regione ‘non ci sono soldi e voi non operate’ è inaccettabile e impone all’Ordine di attivarsi per fermare ogni iniziativa lesiva della tutela della salute dei cittadini, compito che gli è stato attribuito dallo Stato con la legge istitutiva degli Ordini. I tagli stabiliti a carico delle strutture ospedaliere e territoriali creeranno un inevitabile e drammatico peggioramento dei livelli di assistenza creando sperequazioni di trattamento per medesime patologie nell’arco dello stesso anno. La drastica riduzione di tutte le sedute operatorie non può essere accettata in quanto anche gli interventi di elezione, rimandati di mesi, possono compromettere drammaticamente la salute”. Lo scrive in una nota il consiglio direttivo dell’ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della provincia di Savona che si è riunito oggi, in seduta straordinaria, per discutere del piano regionale relativo alla riorganizzazione sanitaria nel savonese e dei provvedimenti assunti sulla chirurgia e sulla rete di emergenza-urgenza.
“In più occasioni la Corte di Cassazione ha stabilito che ai cittadini debbono essere garantite, per quanto possibile, non solo le chance di sopravvivenza ma anche quelle che possono offrire qualità migliore della vita per consentire a ciascuno di organizzare sia la propria vita che il proprio percorso di cura in modo adeguato. Il medico anche se inserito in una struttura aziendale non può essere condizionato nell’esercizio della sua professione da “scelte economiche” da parte dell’Azienda. Tali decisioni, pongono il medico nella condizione di trovarsi, suo malgrado, ad agire in aperto contrasto con i dettami del Codice Deontologico e vengono a ledere il diritto alla salute dei cittadini” prosegue l’Ordine.
“Come sempre non è stato chiesto consiglio alla categoria medica che è l’unica professionalmente, eticamente e tecnicamente competente per individuare soluzioni inerenti la salute del cittadino. Questi tagli porteranno inevitabilmente all’aumento delle liste di attesa ed a fuga dei cittadini verso strutture sanitarie pubbliche e/o private fuori regione, con una conseguente impennata dei costi di rimborso per il prossimo anno ed anche dei disagi e delle spese per i pazienti ed i loro familiari. Ancora una volta le scelte decisionali risultano improvvisate e non meditate; sorprende la mancata lungimiranza programmatica di organi politici che dovrebbero avere come primo impegno il “bene salute”.Crediamo che sia davvero indispensabile una immediata revisione delle recenti scelte operative coinvolgendo gli operatori sanitari; in alternativa, ma non in subordine, si chiede che venga dimostrato in maniera chiara ed inequivocabile, che tali decisioni non avranno mai alcun tipo di ricaduta né diretta che indiretta sulla salute” conclude l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Savona che nel frattempo ha richiesto un incontro urgente con il Comitato di Rappresentanza della Conferenza dei Sindaci prima della valutazione, da parte dello stesso Comitato, del “piano di rientro straordinario” della ASL 2.