
Savona. Presidio in difesa della scuola statale domani, 28 settembre, alle ore 17 davanti alla Prefettura di Savona. Ad organizzarlo è il Comitato in difesa della scuola pubblica che farà il punto sull’attività svolta e consegnerà volantini in difesa di un bene primario quale è la cultura.
“Il diritto allo studio, in particolare per gli alunni con bisogni educativi speciali, diventa un optional – si legge nel volantino – Classi pollaio: la legge prevede un numero di 20 alunni nelle classi in cui è inserito un alunno disabile grave o due alunni con disabilità lieve. Nella realtà la legge è disattesa: infatti troviamo anche classi con 30 alunni e l’inserimento di più di un alunno grave, con l’ulteriore presenza di studenti stranieri in difficoltà, di studenti con disturbi specifici di apprendimento e di studenti con disagio. Parcheggi incustoditi: la riduzione delle ore di sostegno, la necessità di sostituire i colleghi per le assenze brevi, le pesanti problematiche di cui sopra, fanno sì che la qualità dell’integrazione scolastica e i percorsi formativi di successo per tutti, siano compromessi. La scuola risulta così essere un luogo non più finalizzato all’acquisizione di competenze, conoscenze e saperi, ma un “parcheggio” inutile, umiliante e, a volte, non protetto”.
“Diritti negati: gli alunni disabili, che rientrano nella Legge 104/92 art. 3 comma 3, avrebbero diritto ad un numero di ore che consentano l’attuazione di un piano educativo individualizzato concordato per loro e con loro. In realtà, tale diritto viene disatteso e le ore assegnate e le risorse disponibili sono così esigue da impedire o rendere difficile anche l’accesso ai laboratori, le uscite didattiche, le gite, ecc…. Dove andremo? Il nostro patrimonio di esperienze e di cultura dell’integrazione scolastica, all’avanguardia in Europa, conquistato negli anni, rischia di essere distrutto e con esso i valori della solidarietà, della tolleranza, dell’importanza della diversità. Senza il riconoscimento del passato il futuro delle nuove generazioni è seriamente in pericolo. L’affermazione di un diritto dovrebbe avvenire, secondo la Costituzione Italiana, senza togliere nulla a nessuno; in realtà i più deboli e meno protetti rischiano di essere emarginati e/o espulsi”, si legge infine nel volantino.