
Savona. Istruttore di diving con oltre mille allievi portati al brevetto, ma anche biker con il simbolo del teschio alato sul jacket, pronto a quelle scorrazzate notturne che sono finite nel mirino della Procura di Genova. Sulle quali non ha voluto scucire una parola, almeno per ora: infatti Ivan Lava, 41enne originario di Verbania, master istructor di un centro subacqueo di Albisola, ha fatto scena muta durante l’interrogatorio di questa mattina. Martedì prossimo il gip di Savona, Fiorenza Giorgi, ascolterà gli altri savonesi coivolti nell’inchiesta.
Aggressioni alle bande nemiche, estorsioni e minacce per il controllo del territorio, rapine ad altri motociclisti sono le contestazioni rivolte alla banda di centauri Hells Angels, quattro dei quali finiti in carcere e dodici colpiti da obbligo di dimora nelle rispettive città di appartenenza, tra il Savonese e la Lunigiana. Secondo quanto emerge dal quadro investigativo, Lava non avrebbe avuto incarichi apicali nel gruppo, ma sarebbe stato un “soldato semplice”, pur coinvolto nelle aggressioni e denigrazioni degli avversari “Gremium” e “Bandidos”, secondo i rituali tribali in vigore tra le bande di bikers.
Gli “angeli dell’inferno”, in base alla ricostruzione degli inquirenti, estorcevano soldi ai rivali e, in caso di resistenza, minacciavano o portavano via i “colori”, cioè le toppe cucite sul giubbotto che identificano ogni singolo gruppo motociclistico, un gesto che nell’ambiente è segno di umiliazione. Anche l’omertà era contemplata nel codice d’onore della gang, tanto che il capo Pietro Messina, siciliano con residenza a Sarzana, aveva aggiunto ai simboli dark del giubbotto la frase “omertà siciliana”. Nel corso delle perquisizioni (visibili nel video) sono stati trovati 18 grammi di cocaina, due katane giapponesi e un pitone.