
Vado L. Sono entrati in banca, armati di pistole (poi risultate giocattolo), hanno immobilizzato gli impiegati, sono riusciti ad arraffare 50 mila euro (proprio in quell’orario, le 15, si apriva la cassa continua) e fuggire. O almeno così credevano perché ieri pomeriggio, fuori dal Banco di Chiavari e della Riviera Ligure di Vado, ad aspettare i tre banditi, Raffaele Gammino, 63 anni, Clorindo Valter Calcioli, 48, Luigi De Lorenzi, 58, tutti residenti a Torino e con precedenti specifici, c’era la polizia.
Gli uomini della squadra mobile di Savona, coordinate dalla dottoressa Rosalba Garello, coadiuvati dai colleghi torinese, li aspettavano sull’Aurelia, pronti a bloccarli, visto che seguivano le loro mosse da giorni. I tre sono così stati fermati dopo aver compiute poche centinaia di metri a bordo di una Lancia Y, rubata due giorni prima. Alla vigilia dell’assalto i rapinatori avevano pure fatto un davanti alla banca, portandosi dietro un cane di razza pitbull per non dare nell’occhio, facendo credere che lo stessero portando a spasso.
Al momento dell’assalto all’istituto bancario, intorno alle 15, nell’agenzia vadese c’erano il direttore e quattro impiegati: tutti i dipendenti stanno bene e non sono stati feriti, ma restano scossi per l’accaduto. I banditi hanno agito a volto scoperto ma uno indossava una parrucca mentre un altro una mascherina antipolvere. L’operazione “lampo” degli uomini della polizia di Savona ieri è stata elogiata dal questore Vittorino Grillo: “Nata grazie all’attività di monitoraggio fatta dalla squadra mobile di Torino per contrastare le rapine. Sono stati loro a segnalarci la presenza dei tre rapinatori dalle nostre parti. Noi poi li abbiamo localizzati a Vado”.