
Pietra Ligure. Lavoro straordinario per le consorelle della confraternita di S. Caterina a Pietra Ligure che, in occasione della prima partecipazione alla manifestazione “Dolcissima Pietra”, in programma il 17 e il 18 settembre, stanno sfornando oltre un quintale di gallette tipiche della festa del 24 novembre. Trattandosi di un dolce tradizionale pietrese quest’anno si è deciso di farle conoscere e quale migliore occasione se non proprio “Dolcissima Pietra”. La galletta è tipica in vari paesi nei quali è vivo il culto della santa egiziana e riconosciuto nelle Chiese cristiane che riuniscono cattolici, ortodossi e copti.
La storia narra che Caterina (287 +305) bellissima ragazza di Alessandria d’Egitto, colta, istruita e di nobile famiglia, a 18 anni dovette intervenire alle feste che si tenevano per l’insediamento di Massimino Daia, nuovo Governatore dell’Egitto e della Siria. Nel corso delle cerimonie venne invitata a fare una offerta sacrificando un animale agli dei, ma lei dichiaratasi cristiana rifiutò e cercò anzi di convincere il Governatore ad abbracciare la fede cristiana. Il Governatore colpito dalla sua bellezza convocò un gruppo di retori ed intellettuali con l’intento di farle abiurare la sua fede, ma questi non vi riuscirono, anzi vennero loro stessi convertiti. Il Governatore preso dall’ammirazione e dall’ira, dopo averli fatti giustiziare, chiese alla ragazza di diventare sua sposa, al suo rifiuto la condannò al supplizio della ruota, ma nel corso della tortura la ruota si spezzò, per cui la giovane fu decapitata. Dice la leggenda, che alcuni angeli, sollevarono il corpo e lo trasportarono sul monte Sinai sull’altura vicina a Gebel Mussa (Montagna di Mosè) ai cui piedi si trova il Monastero a lei dedicato.
A Pietra Ligure il culto di S. Caterina giunse nel 1585 quando le venne dedicata l’antica Cappella campestre del cimitero. In occasione della sua festa (24 novembre) al termine delle funzioni, in questa Cappella (demolita intorno al 1860 per il passaggio della strada ferrata), venivano distribuite delle gallette benedette che avevano la forma di una ruota, in ricordo del martirio a cui fu sottoposta la Santa alessandrina nel 305 dC. dal Governatore Massimino.
Queste gallette facevano parte delle provviste che i marinai solevano portare nel corso dei lunghi periodi di navigazione sui bastimenti, in quanto potevano conservarsi a lungo, ed inoltre, si dice, che venissero gettate tra le onde per placare il mare quando era mosso.
La tradizione è portata avanti dalla Confraternita pietrese, che tutti gli anni al termine della festa che si tiene nell’Oratorio della SS. Annunziata, distribuisce queste tradizionali gallette sulle quali è impressa la ruota simbolo del martirio. In occasione della manifestazione “Dolcissima Pietra” la Confraternita gestirà uno stand in piazza Rosselli dove potranno essere acquistate le gallette e i libri sulle confraternite pietresi.