
Provincia. “Mettere le mani avanti è un tipico atteggiamento che nasconde una scorrettezza di fondo: lo dimostra l’assessore Rossetti quando dice che le Province liguri non vantano alcunché nei confronti della Regione”. Così il titolare di Palazzo Nervi, Angelo Vaccarezza, replica alle considerazioni dell’assessore ligure al bilancio, impegnato ieri a ricevere una delegazione del Cal, Vaccarezza compreso.
“Ho cercato di andare incontro alle riflessioni dell’assessore Pippo Rossetti durante l’incontro di ieri, poi ho letto quanto ha detto nell’intervista rilasciata ad IVG.it e mi ha fatto venire in mente quel cuoco che brucia la pizza e, ancora prima che qualcuno lo critichi, esce dalla cucina con ‘non ditemi nulla, ho fatto una pizza favolosa’. Ecco, questo mettere le mani avanti ci lascia perplessi. Dialoghiamo e va bene, accettiamo l’invito, ma quando poi l’assessore dice che le Province non hanno crediti nei confronti della Regione, sbaglia” osserva il presidente Vaccarezza.
Il patto Regione-Comuni individuerebbe opere strategiche per il territorio e per realizzarle userebbe le risorse inutilizzate, che verrebbero spalmate tra tutti i Comuni liguri con più di 5000 abitanti, in totale 58, e le quattro Province. “Ci viene proposto questo patto di stabilità regionale – prosegue Vaccarezza – e significa, quindi, che l’amministrazione regionale vuole portare in dote i propri denari non spesi in aiuto degli enti che hanno difficoltà a stare nei parametri contabili. Se però la Regione non paga i propri debiti, semplicemente porta i soldi che doveva, e che non ha dato, a qualcuno”.
“La Provincia di Savona avanza dalla Regione poco meno di 9 milioni di euro, 4 dei quali già rendicontati – commenta il presidente – Siamo fuori dal patto perché un ente grande come la Regione è debitore. Vuole dare una mano con dernari che sarebbe sufficiente ci saldasse come dovuto. Ieri abbiamo avanzato una serie di rilievi al patto di stabilità regionale. I margini di negoziazione ci sono”. “L’amministrazione regionale deve capire che i denari non dati e dovuti non sono un’agevolazione” conclude.