
Albenga. A volte anche il migliore amico dell’uomo può rivelarsi una pericoloso aggressore. Come si evince dalla disavventura scoperta ieri sera dai vigili urbani di Albenga che, mentre erano al pronto soccorso alle prese con un ubriaco, accompagnato lì per i trattamenti del caso, hanno visto entrare in astanteria un uomo ricoperto di sangue con ferite profonde al volto e alle braccia.
Preoccupati, si sono avvicinati al ferito, un albenganese di 40 anni (A.L. le sue iniziali), per fargli alcune domande, pensando in un primo momento che l’uomo fosse stato vittima di un pestaggio o coinvolto in una rissa violenta. I racconti del malcapitato, ancora sotto choc, uniti alle testimonianze di alcuni amici sul posto, hanno delineato un quadro ben diverso.
L’uomo infatti ha raccontato agli agenti di essere stato attaccato dal suo cane che improvvisamente, durante una passeggiata in una zona isolata a Salea d’Albenga, vicino al cimitero, è come impazzito, si è avventato contro di lui e ha tentato di sbranarlo. Provvidenziale l’arrivo di altre tre persone, accorse nell’udire le urla, che con fatica sono riuscite a separare il cane, un dogo argentino di ben 70 chili, dal proprietario e a legare l’animale ad un palo.
Gli agenti della municipale si sono subito recati sul posto, insieme ad un veterinario e ad alcuni tecnici specializzati. Hanno cercato di calmare l’animale che, secondo i racconti del proprietario, già in passato aveva avuto precedenti per aggressione, ma non sono riusciti in alcun modo ad ammansirlo, colto da una furia intrattenibile. Secondo quanto emerso, il dogo argentino era già stato consegnato dal precedente padrone al canile per la sua indole aggressiva.
Dopo vani tentativi, agli agenti non è rimasta altra scelta che abbattere l’animale per necessità manifesta. Il quarantenne azzannato ha subito la recisione dei tendini di un metacarpo e lesioni profonde agli arti e al volto.