
Laigueglia. Questo è il giorno del tanto contestato Giro della Padania che, tra oggi e domani, farà tappa in due cittadine del Ponente savonese: Laigueglia e Loano.
La breve corsa a tappe (classificata 2.1) che si disputerà sulle strade delle regioni del nord, con passaggi in Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Trentino, con l’insermento di una cronometro, avrà principalmente due obiettivi. Il primo sarà quello di fare concorrenza alla Vuelta Espana, il secondo quello di inserire un viatico premondiale tutto italiano come avveniva per il “trittico varesino” (Tre Valli, Bernocchi e Agostoni) quando il Mondiale si disputava l’ultima settimana di agosto.
Si realizza così il sogno di Umberto Bossi: entusiasti i promotori dell’organizzazione con in testa il sottosegretario Michele Davico, il quale ci tiene a sottolineare che “al di là della politica, il ciclismo è uno degli sport che meglio riesce a valorizzare i territori che lo ospitano. Ma non vuole essere una provocazione, sport e politica devono essere tenuti il più possibile divisi”. Il percorso sarà di circa 900 km. La partenza avverrà nelle vicinanze del Monviso per poi attraversare la Liguria, quindi approdo in Lombardia, Emilila Romagna ed arrivo finale nel Vicentino.
Queste le cinque frazioni del Giro di Padania 2011. Martedì 6 settembre Paesana – Laigueglia; mercoledì 7 settembre Loano – Vigevano; giovedì 8 settembre Malpensa Lonate Pozzolo – Salsomaggiore Terme; venerdì 9 settembre Noceto – San Valentino di Bretonico; venerdì 10 settembre Rovereto – Montecchio Maggiore.
Una corsa contestata da più parti, con il segretario savonese del Pd, Livio Di Tullio, che ha invitato tutti a scendere in strada con il Tricolore per protestare contro una corsa nata, come dicono in molti, “per dividere e non per unire come dovrebbe fare lo sport”. Manifestazioni di protesta pacifica sono previste anche per domani a Loano, con il Fli che, a partire dalle 11,30 del mattino, distribuirà ai presenti la bandiera italiana in segno di protesta.
Sul tema interviene anche Paolo Gianetto, segretario provinciale PdCI: “Continuiamo a leggere intere paginate sui giornali, assistiamo a dibattiti accessi sui social network e ci chiediamo se, nell’attuale situazione del Paese e della nostra Provincia in particolare, il problema più cogente sia questo fantomatico quanto ridicolo del ‘Giro della Padania’. Il mio Partito non riesce proprio ad accalorarsi a questa disputa, forse perché più impegnato a cercare di capire i meccanismi perversi della manovra finanziaria e a studiare azioni di difesa dei diritti dei lavoratori, a rischio oggi come non mai nella storia democratica dell’Italia. Se tutti avessero ignorato questa carnevalata – in contraddizione tra l’altro con le parole del leader massimo Bossi che aveva definito i liguri ‘terroni del Nord’ – invece di dargli una insperata cassa di risonanza mediatica e si fossero più preoccupati della macelleria sociale che anche la Lega quale alleata forte del PDL sta attuando, forse le cose andrebbero meglio”.
“In ultimo voglio rassicurare il Presidente della Provincia di Savona Vaccarezza che le bandiere dei comunisti restano rosse e continueranno a sventolare alla manifestazione della CGIL di domani e davanti alle fabbriche per difendere i diritti e gli interessi della classe operaia, contro questo governo e contro tutte le destre”, conclude Gianetto.