
Bergeggi. “La principale preoccupazione per la nostra categoria non è sicuramente la proposta di reintroduzione dell’obbligo di rilascio dello scontrino o della ricevuta fiscale per i servizi di spiaggia” dichiara Riccardo Borgo, presidente del Sib, Sindacato Italiano Balneari.
Già in passato questa norma, poi eliminata nel 1996, aveva creato non pochi problemi sia tecnici che interpretativi. “Ci preoccupa molto invece – prosegue Borgo – che tra tutte le problematiche che coinvolgono il nostro settore il Governo abbia pensato di estrapolare solo questa senza rendersi conto della necessità che i problemi del comparto debbano essere affrontati in maniera organica”.
“Prima di tutto – dice Borgo – la necessità di affrontare in maniera determinata con la CE l’applicazione della normativa europea e della Direttiva Bolkestein che, se non sarà fatto entro la fine di dicembre 2011, paralizzerà in maniera definitiva questo sistema economico con il rischio che 30.000 imprese balneari e 150.000 addetti diretti, a partire dal 1° gennaio 2016, diventino un vero e proprio problema sociale oltre che economico. Inoltre, a proposito di ‘silenzi’ da parte del Governo, ricordiamo che ancora oggi 1.000 imprese balneari sono gravate di canoni demaniali spropositati e non sopportabili, malgrado tre anni fa sia stata trovata una intesa con il Governo e le Regioni che garantiva un gettito maggiore all’erario tutt’oggi rimasta incredibilmente lettera morta”.
“Ricordiamo, inoltre, che gli stabilimenti balneari pur erogando servizi di natura turistica sono gli unici a corrispondere l’Iva al 20% mentre per tutte le altre categorie le percentuali sono inferiori. Il problema dell’attuazione della normativa europea deve essere affrontato con assoluta priorità – conclude Borgo – Il Governo forse non ha compreso bene l’estrema gravità del problema che oltre a colpire direttamente un comparto dell’economia italiana rischia di indebolire il sistema turistico del Paese”.