
Savona. Diminuiscono gli abbandoni di cani, un dato incoraggiante per tutti gli amanti degli animali. Ma è in aumento il numero di animali di proprietà “rinunciati” e consegnati alla strutture pubbliche di ricovero. Nei primi sei mesi del 2011 sono stati 60 i cani abbandonati in provincia di Savona, 55 i gatti e 65 gli altri animali (tartarughe, furetti, cavie, pesci rossi, uccelli). I dati sono piuttosto precisi per i più comuni amici a quattro zampe, ma per le altre specie si tratta di una probabile sottostima, perché molti vengono lasciati andare in aperta campagna e nei boschi, scomparendo, morti o divorati dagli animali selvatici.
Per quanto riguarda la zona finalese, valbormidese e savonese il fenomeno degli abbandoni è in sensibile calo. Soltanto nel territorio albenganese è in leggero calo. Si può quindi affermare che nella provincia di Savona il fenomeno è soggetto ad una costante diminuzione. L’Enpa di Savona calcola che in meno di vent’anni il numero di animali abbandonati si è ridotto di oltre quattro quinti. Il 2011, però, per la Protezione Animali si è già consolidato come un anno altamente impegnativo sul fronte dei soccorsi.
“Ad oggi abbiamo soccorso circa 1100 animali – spiega Antonella De Paola, responsabile dell’Enpa Savona – raggiungendo già quanto fatto l’anno scorso a fine dicembre. Le richieste da parte di cittadini e forze dell’ordine sono sempre di più. Sono molti gli animali impallinati nella stagione della caccia, anche quaglie e fagiani allevati per poi essere uccisi in periodo venatorio. Così come animali impallinati che non dovrebbero esserlo, in particolare numerose poiane, che spesso vengono considerate dai cacciatori come antagonisti perché prederebbero i loro animali: un fatto inconcepibile”.
“Ci sono anche specie rare tra quelle soccorse – specifica De Paola – Quest’anno abbiamo recuperato un bellissimo rondone maggiore, una rondine montana, un codirosso spazzacamino. E’ ancora più profonda la gioia di curarli, informandoci sulle necessità etologiche, e infine di liberarli”.
Nonostante i dati registrino la diminuzione degli abbandoni, gli animalisti non abbassano la guardia. “Non va per niente bene – sottolinea la responsabile dell’Enpa savonese – finché ci sarà anche un solo animale abbandonato, bisognerà battersi contro questo fenomeno vergognoso. E occorre contrastare il nuovo fenomeno delle ‘rinunce’ da parte di proprietari che, troppo frettolosamente o superficialmente, hanno acquistato o adottato un cane e poi, invecchiato oppure alla prima difficoltà, non vogliono più tenerlo”. “Chi vuole avere un cane – conclude – oltre a cercarlo in un canile comunale o rifugio, deve impegnarsi a tenerlo per tutta la sua vita”.
I volontari della Protezione Animali savonese gestiscono due rifugi Cadibona e Leca d’Albenga. Qui affluiscono oltre la metà di tutti i cani abbandonati in provincia. I volontari operano inoltre tutto l’anno contro il randagismo con la presenza costante delle proprie guardie zoofile.