
Savona. “Arriva oggi a Savona la goletta Liguria, preceduta dalle sorprendenti dichiarazioni del responsabile del progetto, secondo cui ‘il nostro mare sta abbastanza bene’ malgrado ‘tratti di costa abbastanza maltrattata’. Neppure una parola in ossequio alla potente categoria dei pescatori professionisti e sportivi sullo stato tremendo in cui si trovano gli animali marini proprio a causa della pesca professionale, a strascico o d’altura, aggravata da una diffusissima pesca sportiva, che spesso vende sottobanco il pescato”: a dirlo sono i volontario Enpa che parlano di un uso di tecnologia sempre più aggressiva.
“Le catture nei mari italiani sono in declino dal 1999 e gli studiosi avvertono che il 54% dei 46 stock ittici mediterranei sono sovra-sfruttati – continua Enpa – Eppure una politica suicida delle istituzioni promuove il consumo di pesce, mentre l’Italia sta già mangiandosi molti più animali rispetto alla produzione nazionale e dal 30 aprile, di fatto, dipende dai prodotti ittici provenienti da altri mari. La crescita delle meduse, con gli inconvenienti subiti dai turisti, dimostra che il mare si sta vuotando di tonni, pescispada, squali, pesce azzurro e tartarughe che se ne cibano”.
“Ed allora, in questa situazione da ultima spiaggia, il nostro appello è che si smetta di finanziare costose crociere e si comincino a recuperare le migliaia di reti perdute o abbandonate dai pescherecci, che continuano a pescare per secoli, si metta un freno alla pesca professionale e sportiva, si ingrandiscano le microscopiche aree marine protette e si favorisca l’osservazione incruenta e non la pesca dei pesci, se davvero si vuole tutelare il mare con i fatti e non con inutili parole. E, soprattutto, si invitino i consumatori a mangiare meno pesce”, concludono i volontari.