
Bardineto. Il fiuto di Joy ha puntato dritto al pannolino di quel bimbo tenuto amorevolmente in braccio dal papà. Ad attirarlo, un olezzo non proprio tipico per i piccoli di quell’età, e decisamente più “speziato” rispetto a quello ipotizzabile.
E’ questo il nascondiglio più ingegnoso – e discutibile – ideato per poter superare i controlli antidroga messi in campo dai carabinieri nel corso delle quattro giornate di “Balla coi cinghiali”. Un pannolino con tanto di marijuana al suo interno, e un viso d’angelo che nessuno avrebbe osato nemmeno avvicinare, se non per qualche coccola. Autore di questa “trovata”, un papà di Bergamo che ha affidato al proprio figlioletto inconsapevole la missione di sfuggire ad una possibile denuncia. L’impresa non gli è riuscita, ma di certo, per qualcuno, si è conquistato il titolo di “Papà degenere 2011”.
D’altronde sfuggire ai controlli era praticamente impossibile in quel di Bardineto: carabinieri e unità cinofile piazzate ovunque e pronte a fermare macchine e autobus pieni di giovani pronti a festeggiare, anche con un “aiutino”. L’infallibile fiuto del cane Joy ha ispezionato abitacoli e bagagliai, scarpe e borsoni, e per molti non c’è stato scampo. E questo nonostante il tam tam su internet e gli avvisi on line con tanto di indicazioni precise che mettevano sul “chi va là” i visitatori del festival di Bardineto sui luoghi da evitare per non incappare nei meticolosi controlli delle forze dell’ordine. Eppure nemmeno la rete è riuscita a evitare che molti incappassero in quella tesa dai militari dell’Arma.