
Albissola M. Arriva oggi ad Albissola Marina l’iniziativa itinerante estiva “Gionha Mare pulito 2011”, mentre in Riviera navigano Goletta Verde e Goletta Liguria per analoghe iniziative di tutela del mare.
“Tutela del mare fino ad un certo punto – obienttano i volontari dell’Enpa – Ben vengano naturalmente la pulizia delle spiagge e dei fondali, la lotta alle cicche, all’inquinamento ed alla cementificazione della costa. Ma ci chiediamo: che c’azzeccano con la tutela del mare le lezioni di pesca organizzate durante la manifestazione dall’Osservatorio regionale pesca e ambiente e la promozione del pescaturismo e del consumo di pesce? In queste manifestazioni infatti neppure un rigo o una parola si dice sullo stato tremendo in cui si trovano gli animali marini proprio a causa della pesca professionale, a strascico o d’altura, aggravata da una pesca sportiva che spesso vende sottobanco il pescato”.
“Malgrado un uso di tecnologia sempre più aggressiva – continuano – le catture nei mari italiani sono in declino dal 1999 e gli studiosi avvertono che il 54% dei 46 stock ittici mediterranei sono sovra-sfruttati; eppure una politica suicida delle istituzioni promuove il consumo di pesce, mentre l’Italia sta già mangiandosi molti più animali rispetto alla produzione nazionale e dal 30 aprile, di fatto, dipende dai prodotti ittici provenienti da altri mari. La crescita delle meduse, con gli inconvenienti subiti dai turisti, dimostra che il mare si sta vuotando di tonni, pescispada, squali, pesce azzurro e tartarughe che se ne cibano”.
L’appello delle Enpa è che “si smetta di finanziare costose crociere o stucchevoli manifestazioni e si comincino a recuperare le migliaia di reti perdute o abbandonate dai pescherecci, che continuano a pescare per secoli, si metta un freno alla pesca professionale e sportiva, si ingrandiscano le microscopiche aree marine protette e si favorisca l’osservazione incruenta e non la pesca dei pesci, se davvero si vuole tutelare il mare con i fatti e non con inutili parole. E, soprattutto, si invitino i consumatori a mangiare meno pesce”.