
Provincia. “Si dice che i Comuni in Italia sarebbero troppi, che sprecano. Sono più che in Europa? Vediamo: in Italia sono 8.094. In Austria ci sono 2.357 Comuni su 8.360.000 abitanti; in Germania 12.104 Comuni su 81 milioni; in Francia 36.680 Comuni su 64 milioni; in Svizzera 2.596 Comuni su 7 milioni di abitanti; in Spagna 8.116 Comuni su 45 milioni. E in nessuno di questi casi il Governo si è sognato di abolire i Consigli comunali. E i relativi costi non sono di certo superiori in Italia, anzi”.
E’ un passo significativo della lettera che il presidente facente funzione dell’Anci, Osvaldo Napoli, e il coordinatore nazionale dei piccoli Comuni, Mauro Guerra, hanno inviato a sindaci e amministratori per invitarli a partecipare alla manifestazione nazionale del 29 agosto a Milano contro le decisioni contenute nella Manovra sui Comuni e gli Enti Locali.
“I Comuni italiani sono l’unica parte della pubblica amministrazione che in questi anni ha contribuito a ridurre il debito pubblico – evidenziano dall’Anci – Nonostante questo da anni subiscono tagli di miliardi di euro, ben superiori al loro peso nel comparto. Per intenderci: se lo Stato si fosse comportato come i Comuni, non solo non ci sarebbe il debito pubblico, ma il bilancio sarebbe in attivo. I Comuni hanno già ridotto nel 2011 consiglieri e assessori del 20%. Hanno risparmiato poche centinaia di euro ma a fronte di questo si sono visti operare tagli di migliaia di euro da chi ha calcolato questi risparmi evidentemente in modo diverso”.
Nei Comuni, ricordano gli esponenti dell’Anci nella missiva, “lo stipendio medio di un dipendente è la metà di quello di un dipendente ministeriale, in media c’è un dirigente ogni 52 impiegati, contro un rapporto di 1 a 22 nei ministeri (1 a 14 nel Ministero dell’Economia, 1 a 7 nella Presidenza del Consiglio), nei piccoli Comuni invece dirigenti non ce ne sono. I consiglieri, gli assessori e i sindaci dei piccoli Comuni, con quelle indennità, senza rimborsi spese, sono in realtà dei volontari della partecipazione democratica e dell’impegno civile e sociale di questo Paese” sottolineano da ultimo Napoli e Guerra”, e “il loro ufficio spesso è la piazza del paese”.
In provincia di Savona la scure dovrebbe abbattersi su 29 campanili sotto i 1000 abitanti: Arnasco, Balestrino, Bardineto, Bormida, Casanova Lerrone, Castelbianco, Castelvecchio di Rocca Barbena, Erli, Giusvalla, Massimino, Mioglia, Nasino, Onzo, Osiglia, Plodio, Rialto, Roccavignale, Testico, Urbe, Vendone e Zuccarello. Rischiano anche, per pochi numeri, Giustenice (959 abitanti), Pallare (956), Orco Feglino (917), Piana Crixia (896), Magliolo (882), Stellanello (877), Pontinvrea (857) e Murialdo (864). Bergeggi, con il suo bilancio demografico a 1163, dovrebbe, salvo diaspore imprevedibili, rimanere fuori dal taglio.