
Regione. Ex equo per Ares e Cucciolo, protagonisti e vincitori del premio Fedeltà del Cane di Camogli. Ares è il dobermann di un carabiniere di stanza a Savona, che è corso ad avvertire i soccorsi salvando così il proprietario accidentalmente schiacciato da un cancello. Cucciolo invece è un meticcio che da un paio di anni accompagna il suo padrone in ospedale e ne aspetta l’uscita per ore, a volte per giorni. Il cane è il migliore amico dell’uomo: lo dice il proverbio e lo confermano le storie di ordinaria e straordinaria fedeltà che il Premio Internazionale Fedeltà del Cane di Camogli raccoglie da 50 anni sul profondo legame tra Fido e l’essere umano. Alla cerimonia del Premio ha partecipato anche il ministro del turismo Maria Vittoria Brambilla.
“All’inizio è venuto a darmi conforto leccandomi la faccia poi ha visto che non riuscivo a uscire – racconta il carabiniere Ghery Garritano, pratese in servizio a Savona – e si è buttato in mezzo alla strada di fronte a una macchina finché non ha attirato l’attenzione di alcuni passanti che sono riusciti a sollevare il cancello e a farmi uscire”.
Cucciolo è invece il protagonista di un’altra storia altrettanto commovente. “Da un paio di anni a causa di una malattia devo recarmi in ospedale – spiega il proprietario Emanuele Smonta – Cucciolo mi ha sempre aspettato fuori dalla porta finchè non uscivo”. Fermo ad attendere anche per tre giorni, accudito dal personale del nosocomio che conosceva la vicenda. “Sta con me da sei anni e mezzo, ma ormai è diventato la mascotte dell’ospedale. E’ la migliore compagnia che potessi avere”.
Giada, un Golden Retriver abilissima a nuotare, è stata premiata per aver salvato un uomo colto da malore in mare ad Albisola. “Eravamo in spiaggia al Bau Bau village di Albisola a fare uno stage con la scuola italiana cani salvataggio – ricorda Giulia Riccardino – mentre stavamo facendo esercitazione con gli allievi un signore si è sentito male, così io e Giada siamo andati a recuperarlo. Lamentava dolori al collo a braccio ma siamo riusciti a riportarlo sano e salvo, io ho sorretto l’uomo attaccata all’imbrago galleggiante di Gada, e lei ci ha trainati tutti e due a riva dove i soccorsi erano già pronti”.
La storia di Giada mette in risalto un altro aspetto: l’accesso ai cani in spiaggia, come al Bau Bau Village. “Bisognerebbe aumentare il numero di spiagge per poter andare in vacanza con i nostri compagni – conclude Riccardino – in caso di necessità sono sempre pronti a dare aiuto e a dimostrare ancora una volta la loro innata fedeltà”.