
Provincia. Non sarà facile fermare la ghigliottina, remando contro i parametri della manovra, per salvaguardare l’autonomia comunale. Qualche flebile speranza ce l’hanno solo 8 Comuni savonesi tra i 29 che dovrebbero subire soppressione e accorpamento in quanto sotto i 1000 residenti. Si tratta di Giustenice (959 abitanti), Pallare (956), Orco Feglino (917), Piana Crixia (896), Magliolo (882), Stellanello (877), Pontinvrea (857) e Murialdo (864). Bergeggi, con il suo bilancio demografico a 1163, dovrebbe, salvo diaspore imprevedibili, rimanere fuori dal colpo di scure.
Con il varo del decreto governativo la provincia di Savona saluterà con un addio anche Arnasco, Balestrino, Bardineto, Bormida, Casanova Lerrone, Castelbianco, Castelvecchio di Rocca Barbena, Erli, Giusvalla, Massimino, Mioglia, Nasino, Onzo, Osiglia, Plodio, Rialto, Roccavignale, Testico, Urbe, Vendone e Zuccarello. Probabilmente il “censimento” dei Comuni che dovranno abbandonare l’autonomia sarà realizzato solo in autunno. Gli enti che, per poche unità, possono sperare di raggiungere quota 1000 abitanti non avranno strada facile, perché l’incremento demografico e le nuove residenze sono dati altamente aleatori.
La soppressione dei piccoli campanili entrerà in vigore alla scadenza degli attuali mandati amministrativi, se andrà in porto la manovra. “Tutti aspettiamo di vedere il testo finale, mentre sono attesi all’Anci Nazionale i dati ufficiali – osserva Pierluigi Vinai, segretario ligure dell’Associazione dei Comuni Italiani – Ma questo provvedimento non beneficia nessuno in termini di risparmio, perché taglia poltrone il cui costo sul totale è poco incisivo, mentre produce un effetto grave: l’eliminazione dei presidi territoriali. E’ inimmaginabile l’assenza di un sindaco che sorveglia e aiuta il territorio e si interfaccia con gli altri enti per definire gli interventi, dai rivi alla scuola, dalla viabilità alle piccole o grandi necessità di tutti i giorni”.
“Siamo già sulla strada maestra del risparmio e di quello che è davvero necessario, cioè l’Unione dei Comuni – prosegue Vinai – Sino a 5 mila abitanti è obbligatoria la gestione associata delle funzioni, con la nascita di un nuovo ente a costo zero e l’affidamento delle competenze in modo condiviso si vedranno i risparmi. A settembre Anci Liguria darà il via all’attività formativa, mentre la Regione stabilirà gli Ambiti Ottimali. Visto che la gestione associativa delle funzioni tra Comuni è già obbligatoria, sopprimere gli enti sotto i mille abitanti non aggiunge nessun vantaggio, anzi danneggia fortemente la rete territoriale”.