
Savona. E’ stata una caduta accidentale, una tremenda fatalità. Si avviano all’archiviazione le indagini sulla morte di Stefano Guasconi, il quarantatreenne deceduto dopo una caduta dalle scale nel palazzo savonese di via Gramsci dove abitava. Il trauma cranico è stato provocato dall’impatto con gli scalini. Non ci sono elementi per ricondurre la caduta ad una spinta o ad un’aggressione.
L’indagine coordinata dal sostituto procuratore Giovanni Battista Ferro ha raccolto un mosaico di elementi e incrociato testimonianze. Si escludono ipotesi diverse dall’incidente. Al momento del fatto, la moglie dell’uomo era in stato di incoscienza dopo aver assunto parecchie sostanze alcoliche e nell’appartamento che condividevano sono state rinvenute diverse bottiglie rotte.
Nel pomeriggio il dottor Marco Canepa ha effettuato l’esame autoptico sulla salma di Guasconi per chiarire se l’uomo abbia assunto alcolici o sostanze prima dell’incidente, oltre a chiarire in via definitiva se le fatali lesioni riportate dall’uomo siano compatibili con la caduta accidentale dalle scale. “Dall’esame – ha spiegato il medico legale – non sono stati rivelati segni riconducibili a colluttazioni nè a colpi contundenti”. Sempre da quanto rilevato dal Dottor Canepa inoltre le fratture craniche sarebbero compatibili con la caduta e l’urto violento contro gli scalini. “Certo noi non possiamo vedere se ci sia stata o meno una spinta che lo ha fatto cadere. Ma dall’autopsia non sono assolutamente emerse azioni lesive” ha concluso il medico.