
Regione. Con 24 voti a favore, 12 astenuti (centrodestra) è stato approvato il provvedimento amministrativo “Ulteriore adeguamento della rete e dell’offerta ospedaliera agli standard definiti dalle Linee di indirizzo per la razionalizzazione della rete di cura e assistenza”, cioè la proposta di adeguamento della rete ospedaliera ligure ai criteri elaborati da Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, per quanto riguarda la dotazione delle strutture complesse per ogni disciplina e il numero di posti letto. Su mandato del Ministro della Salute, Agenas ha collaborato con le Regioni per definire i criteri per gli interventi organizzativi in campo sanitario. I parametri Agenas partono dalla determinazione del bacino di utenza per ogni specialità, in modo da giustificare la presenza di una struttura complessa, e consentono, tramite il numero di posti letto, di dimensionare la degenza.
È prevista, quindi, la riduzione delle strutture complesse duplicate nell’ambito della medesima disciplina, per evitare una frammentazione delle unità operative con un numero di posti letto inferiori ad una soglia di efficienza ragionevole. Dall’indagine effettuata l’attuale dotazione di strutture complesse cliniche per acuti in Liguria è sovradimensionata, mentre ci sono ancora carenze nelle strutture complesse per i post acuti.
La manovra tiene conto dei parametri sulla diffusione delle discipline, rara, di media diffusione, di alta e altissima diffusione. Ciò significa che le specialità identificate come discipline rare devono avere una distribuzione territoriale sull’intero territorio regionale, tranne le malattie infettive e la dermatologia. La neonatologia deve essere presente in ogni punto nascita, mentre le specialità identificate a media diffusione devono essere garantite a livello di ogni singola area ottimale o azienda sanitaria. Invece le specialità identificate come discipline ad altissima diffusione devono essere garantite a livello di ogni singola azienda sanitaria.
La prima fase della riorganizzazione della rete di cura e assistenza in Liguria è stata approvata dal Consiglio con la deliberazione 29/2006 ed è proseguita con le deliberazioni 8/2008 e 19/2010. La riorganizzazione ha come obiettivi il miglioramento dell’appropriatezza e della qualità dei servizi sanitari, il rispetto dei parametri normativi previsti dall’Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005 e dal Patto della Salute 2010-2012, l’eliminazione della ridondanza dei servizi, la specializzazione dei presidi per acuti, il potenziamento della funzione riabilitativa e dei servizi territoriali, con particolare riferimento ai servizi domiciliari.
Nella relazione di maggioranza Stefano Quaini (Idv), presidente della III Commissione salute e sociale, ha detto: “Gli obiettivi della riorganizzazione sono: concentrare e specializzare le singole attività per migliorare i livelli qualitativi e quantitativi dell’attività in una logica di rete. La manovra regionale è orientata allo sviluppo di sistemi a rete che rappresentano una garanzia per i cittadini di qualità elevata ed omogenea a livello regionale, consentendo, all’interno di un sistema integrato, di accedere in modo equo alle competenze professionali e alle risorse organizzative e tecnologiche, pur diversamente distribuite sul territorio. Il quadro delineato non può prescindere dal dimensionamento ottimale della capacità produttiva del sistema, da raggiungere tramite la determinazione, per ogni specialità, del bacino di utenza che giustifica la presenza di strutture complesse. Per la redazione delle parti tecniche, che riportano i dati indicanti per ciascuna specialità il dimensionamento minimo e massimo del bacino di utenza in cui si va a collocare una struttura complessa di degenza oppure un servizio diagnostico o di supporto, la Regione si è avvalsa della collaborazione di Agenas e dell’Agenzia sanitaria regionale. Per la parte relativa alla riorganizzazione delle strutture complesse non cliniche, la Regione si è riservata di procedere con l’adozione da parte della Giunta regionale di programmi, indirizzi e direttive alle Aziende sanitarie. La III Commissione consiliare ha ascoltato in audizione i rappresentanti di Agenas, che ha contribuito all’elaborazione del provvedimento, oltre che i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, dei medici e dell’Università degli Studi di Genova. La parte che riguarda gli interventi di riorganizzazione del sistema di emergenza e urgenza – ha concluso Quaini – sarà oggetto di un provvedimento separato”.
Marco Melgrati (Pdl) ha detto: “L’emergenza è un problema fondamentale, non possiamo pensare di declassare i pronto soccorso a Cairo e Albenga. Non si possono tagliare servizi fondamentali quando ci sono sprechi che si possono razionalizzare, non si può pensare di chiudere solo per fare cassa. Il fatto di demandare ai direttori generali le scelte è una cosa che rimane scritta, ma la regia è sempre quella dell’assessore, quindi dobbiamo vigilare su questa riorganizzazione. Questa amministrazione non riesce a gestire la sanità in modo corretto, non riesce a chiudere in pareggio o in saldo positivo anche se i fondu destinati alla Liguria dal Governo nella Sanità non sono affatto scesi”.
“Ringrazio l’Assemblea per il lavoro svolto – ha commentato l’assessore alla salute Claudio Montaldo – sarebbe importante concordare una volta per tutte sui numeri, perché i dati sono inoppugnabili. Il ministero, ogni tre mesi, fornisce delle certificazioni ufficiali. Il trend della nostra Regione è rappresentato dal disavanzo dei primi anni, il piano di rientro e poi la progressiva riduzione delle tasse per fronteggiare l’emergenza. Il taglio di Sacconi sulla pesatura degli anziani in Liguria è un dato di fatto: gli ultra settantacinquenni spendono 11 volte per i medicinali rispetto a fasce di età minori. Questo taglio ha inciso gravemente sui nostri conti, facendo perdere alla Liguria in due anni 128 milioni (200 milioni con l’inflazione): si tratta della cifra che non abbiamo potuto assegnare alle aziende. Sfugge la gravità della situazione e la difficoltà di mantenere bloccato il turn over. Abbiamo chiesto al Governo di revocare la manovra sui ticket su diagnostica e specialistica – sbagliata perché porta a uno spostamento sul privato – e di coprire quella cifra con la tassa sulle sigarette”.
“È vero che il fondo generale non è stato diminuito, ma l’aumento è talmente minimo da essere inferiore all’inflazione. Abbiamo criticato il Governo, cercando di trasmettere il messaggio che il Paese attraversa un momento di gravità estrema, a cui bisogna rispondere con scelte innovative, capaci di rimettere a posto il sistema sanitario, perché sono 10 le Regioni in regime di accompagnamento. La Liguria è uscita da quel regime ed è un dato di fatto importante. I piccoli ospedali sono una delle ragioni di dispersione di risorse e non possono dare le risposte giuste ai cittadini: troppe sedi implicano costi aggiuntivi e meno qualità. Spero a ottobre di portare la convenzione con l’Università in Consiglio regionale. In prospettiva temo che arriveremo anche a ridurre l’assistenza”.