“Martedì 26 luglio, intorno a mezzogiorno, stavo passeggiando con un cagnolino, per il centro di Altare. Mi trovavo sul marciapiede che costeggia la strada principale del piccolo centro e che taglia il paese in senso longitudinale”.
“Dalla parte opposta della strada, un altro cane di piccola taglia, purtroppo senza guinzaglio, sfuggiva alla custodia del suo padrone, impegnato a custodire un altro cane di grossa taglia e attraversava la strada nella mia direzione forse attirato dal mio cane. Nel mentre, sopraggiungeva una autovettura che investiva il cane, in mezzo alla carreggiata. L’auto tentava di frenare e di evitare l’impatto con il povero animale, ma non vi riusciva e le conseguenze dell’investimento erano rovinose per l’animale. Non riuscirò mai a dimenticare lo strazio del giovane padrone del cagnolino investito, l’imbarazzo dell’investitore e soprattutto l’espressione sofferente del cagnolino steso a terra che tentava di rialzarsi, senza riuscirci per raggiungere il suo padrone che era accanto e che soffriva per il povero cane”.
“A parte il caso specifico, che purtroppo ho vissuto in diretta, si impone una riflessione, senza dubbio nuova per me ma non nuova per altri, sulla sicurezza della viabilità sulla main road di Altare. Sussiste una strada, larga, rettilinea che attraversa per diverse centinaia di metri il centro abitato, in molti punti non esiste il marciapiede dedicato ai pedoni che spesso debbono camminare sul ciglio di una via di comunicazione percorsa da auto che in diverse occasioni la percorrono a ‘velocità non prudenziale’, il che comporta un pericolo oggettivo per le persone che camminano lungo la strada oppure la attraversano nei passaggi pedonali.
Esistono dei dossi, forse troppo pochi, che dovrebbero, forse, essere implementati nel numero e dovrebbero occupare tutta la carreggiata in modo completo, visto che spesso i mezzi a due ruote li aggirano allegramente, creando emergenza ai pedoni che in quell’istante sono ai lati dei dossi”.
“Forse bisognerebbe studiare l’esperienza di un piccolo comune dell’Acquese, Montechiaro d’Acqui, con una conformazione geografica simile a quella di Altare, strada lunga e rettilinea, attorno a cui sorge il centro abitato che fra l’altro dista non molto da Altare. I mezzi la percorrevano a velocità decisamente elevata e pericolosa per chi vi camminava, addirittura violando i semafori posti lungo la strada, dopo un certo periodo ricco di problemi legati alla viabilità, alle porte del centro abitato sono state installate delle colonnine con all’interno dei dispositivi che fotografano senza pietà i mezzi che superano i trenta chilometri all’ora e i veicoli che non osservano il rosso dei semafori. Ai trasgressori arriva direttamente a casa la contravvenzione e la decurtazione dei punti dalla patente. Sarebbe un esperimento interessante da attuare ad Altare, visto ovviamente il bilancio finanziario, il tutto comunque in un?ottica di sicurezza e prevenzione di incidenti che potrebbero avere serie conseguenze”.
Roberto Nicolick