
Millesimo. Dopo la chiusura della Comunità Montana Alta Val Bormida, a causa del taglio dei fondi e in attesa che venga legiferato in materia di Unione di Comuni, prende forma per quattordici comuni valbormidesi la stagione della “gestione associata dei servizi comunali” con Millesimo capofila. La volontà espressa dall’Amministrazione comunale di Millesimo, guidata dal sindaco Mauro Righello, di associare i servizi aveva già trovato nel settore sociale il primo presupposto poi esteso alla Polizia municipale, che per altro vedrà un ulteriore allargamento ad altri comuni che con Millesimo hanno sviluppato tale piano d’azione.
Per i servizi ex Comunità Montana che i comuni valbormidesi hanno deliberato di gestire in forma associata con Millesimo, è stato concesso dalla Regione un contributo finanziario che servirà per pagare gli stipendi dei dipendenti dell’ex Ente montano passati in servizio al comune di Millesimo, che continuerà a garantire sul territorio la presenza di servizi fondamentali come lo sportello unico attività produttive che gestisce tutto lo sviluppo economico del territorio compreso il commercio, la commissione per il paesaggio, il servizio del vincolo idrogeologico, il sistema bibliotecario intercomunale, il servizio paghe e altre attività a servizio di 18 mila cittadini, circa il 44% dei valbormidesi.
“Filosofia ispiratrice della gestione associata è quindi il contenimento dei costi ma soprattutto l’esigenza di mantenere i servizi sul territorio e dare una risposta occupazionale alla professionalità dei dipendenti dell’ente montano” spiega il sindaco di Millesimo Righello. I comuni che hanno già deliberato, nei rispettivi consigli comunali, l’adesione fanno parte dei 17 comuni del territorio della Comunità Montana, escluso quindi il comune di Cairo Montenotte, e vedono non partecipi a tale forma di gestione dei servizi, i comuni di Altare, Carcare e Cosseria.
Rilevante per il sindaco Mauro Righello l’impegno profuso in questa direzione, che anticipa la recente legge finanziaria approvata che obbliga i comuni inferiori ai 5000 abitanti ad associare i loro servizi, e che rappresenta una possibilità di contenimento dei costi e di mantenimento dei servizi ai cittadini ed alle imprese, che costituiscono un utile supporto soprattutto in un periodo di crisi economica e di assoluta necessità di rilanciare la competitività delle imprese locali, sia le PMI – piccole e medie imprese, sia quelle industriali, sia quelle legate al commercio.