
Cairo. Il segretario provinciale della Filctem Cgil Fulvio Berruti sgombra il campo dalle polemiche sull’impianto biodigestore anaerobico di Ferrania e precisa in una nota la posizione del sindacato, “affatto pregiudiziale”.
“In merito al possibile nuovo impianto per il trattamento dei rifiuti umidi, la mia posizione non è solo del metodo carbonaro adottato e, sostenere, come qualcuno ha detto, che la mia opinione sull’attuale progetto sia pregiudiziale è da considerarsi una scorciatoia semplicistica” sottolinea l’esponente della Cgil.
“Io e la mia categoria abbiamo condiviso a suo tempo la posizione del comune di Cairo sull’autorizzazione alla centrale a biomasse in ragione di quello che avrebbe rappresentato, solo quel progetto, nel rapporto impatto-occupazione. Oggi sull’attuale progetto di biodigestore, mi limito, coerentemente e prudentemente ad assumere la stessa posizione. Altri sono d’accordo a prescindere”.
“Non ho nessuna difficoltà a valutare questo progetto serenamente, ma inserito in una logica in cui su quelle aree trovano insediamento soggetti concreti che siano in grado di sviluppare consistente occupazione. In quest’aottica la prospettiva e la lettura e non può che inevitabilmente essere diversa, magari non condivisa, ma la situazione cambia”.
“In caso contrario sarei, io e forse altri, autorizzato a pensare che in quel sito non si è insediato nessuno perché si aveva in mente progetti di questa natura altamente remunerativi . Mi pare faticoso e difficile che un soggetto imprenditoriale possa essere attratto da un’area seppur importante logisticamente, infrastrutturata ma che nelle vicinanze sia presente un impianto di quelle caratteristiche. La fabbrica dei panettoni o dei cioccolatini sicuramente sceglierebbero altre opportunità d’insediamento. Non c’è dubbio che i guadagni per questo tipo d’attività sembrano importanti” aggiunge Berruti.
“A Voghera esiste un impianto simile gestito dall’azienda ASM sottoutilizzato. Nel 2010 ha trattato 3500 ton di rifiuti, incassando 80 euro per ogni ton di scarti dai quali si crea energia grazie all’umido. L’anno scorso ASM ha prodotto 450.000 Kwh d’energia in città e ricava 22 centesimi per ogni Kwt, per non parlare del compost 650 kg ogni mille di scarto alimentare che addirittura viene regalato. E’ legittimo nel contesto della “vicenda Ferrania”, dove sono arrivati ingenti risorse pubbliche, chiedere che, oltre a trovare una giusta soluzione al problema dei rifiuti, creare ricchezza, si cerchino anche riscontri occupazionali. Tutto qui, altro che pregiudizio…” conclude l’esponente della Cgil.