
Albenga. “La manovra correttiva approvata il 30 giugno 2011 dal Consiglio dei Ministri introduce una serie di novità in materia di giustizia, destinate a produrre effetti dirompenti sul sistema e sulle tasche dei cittadini”. Inizia così la nota dell’avvocato Alessandro Aschero, esponente del circolo Sel del Ponente savonese.
“L’art. 37, rubricato “Disposizioni per l’efficienza del sistema giudiziario e la celere definizione delle controversie”, modifica, ancora una volta, il T.U. sulle spese di giustizia (D.P.R. n. 115 del 2002), introducendo notevoli aumenti del contributo unificato (vale a dire l’imposta gravante sul cittadino che deve essere versata ogni qualvolta si intenda introdurre una causa civile o amministrativa)”.
“Per la terza volta in un anno e mezzo il Governo ha deciso di aggravare ulteriormente i costi dell’accesso alla giustizia, dimostrando una sconvolgente incapacità di risoluzione dei gravissimi problemi del settore e optando, sostanzialmente, per una politica volta a impedire alle persone comuni di adire le vie legali rendendo sempre più elevati i costi delle cause”.
“Sono ridotti i casi di esenzione. Non saranno più esenti, infatti: il processo esecutivo per consegna e rilascio; i processi in materia di separazione personale dei coniugi; i giudizi di lavoro e quelli in materia di previdenza ed assistenza obbligatorie (a patto che la parte ricorrente e il suo nucleo familiare abbiano un reddito IRPEF complessivo superiore a 31.884,48 euro)”.
“Ulteriore modifica appare la introduzione del comma 3-bis, nell’art. 13 del T.U. che prevede che, per il solo fatto della mancata indicazione, sugli atti, del numero di fax, dell’indirizzo di posta certificata e del Codice Fiscale del difensore, il Contributo Unificato sia aumentato della metà. In sostanza, per un’omissione meramente formale si determinerà un ulteriore aggravio di spese per il contribuente”.
“Naturalmente gli aumenti indiscriminati riguardano anche il processo amministrativo ed è prevista anche l’introduzione del contributo unificato in materia tributaria”.
“Cadono persino le “storiche” esenzioni da sempre previste per le cause in materia di previdenza e di lavoro e per le cause di separazione e divorzio. Tutto ciò avviene in concomitanza con il costante peggioramento delle condizioni dei tribunali, privi di personale di cancelleria e di giudici”.
“In sostanza, da un lato aumentano vertiginosamente i costi di accesso alla giustizia e, dall’altro lato, crollano miseramente i servizi che l’apparato della giustizia è in grado di garantire ai cittadini”.
“Proprio la Sezione distaccata di Albenga del Tribunale di Savona è la testimonianza dolorosa della tragica agonia della giustizia italiana, che si inserisce in un quadro complessivo di disinteresse (o forse di interesse contrario) rispetto all’efficienza di questo settore, pilastro della civiltà di un Paese e, quindi, al contempo, testimonianza della sua inciviltà”.
“Sel ritiene opportuno che tutti i cittadini siano adeguatamente informati sull’argomento affinché possano manifestare apertamente il loro dissenso rispetto a una politica banale, elementare, fondata esclusivamente sull’aumento della pressione fiscale e dei costi dei servizi (peraltro inefficienti) nonché sulla vessazione delle fasce più deboli della popolazione che, non essendo organizzate, non riescono a opporsi a una simile violenza e sono ridotte in un silenzio oppresso”.
“E’ ora che tutti coloro che sono rimasti muti, per scelta, per paura o per coercizione, facciano sentire la loro voce” conclude la nota.