
Savona. Nel pomeriggio di ieri i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Savona hanno fermato in via XX Settembre due ragazzini di etnia rom che avevano appena perpetrato un furto in un’abitazione di quella zona.
I due avevano con loro due enormi cacciaviti (lunghezza complessiva di oltre 50 cm) che utilizzavano per forzare le serrature delle porte d’ingresso e la refurtiva sottratta all’interno dell’abitazione svaligiata: circa 6.000 euro in contanti, alcuni orologi e numerosi oggetti di gioielleria. I ragazzini avevano inoltre cercato di entrare anche nell’appartamento limitrofo a quello svaligiato, ne sono testimoni i segni lasciati sulla porta dai cacciaviti trovati in loro possesso.
La baby-banda era composta da un giovane di 15 anni (G.J.) e una ragazzina di 17 anni (J.N.) in stato di gravidanza al 6° mese. Entrambi sono provenienti da campi nomadi di Nichelino, in provincia di Torino. Vista l’incompatibilità dello stato di gravidanza con il regime detentivo G.J. è stato arrestato e accompagnato al centro di prima accoglienza per minori di Genova, mentre la ragazza è stata denunciata in stato di libertà e affidata alla comunità L’Ancora di Varazze poichè i suoi genitori non si sono fatti rintracciare.
I due sono responsabili anche di un altro furto in abitazione avvenuto a Savona in via Alfieri nel pomeriggio del 7 luglio scorso, quando erano stati sottratti denaro, gioielli e macchine fotografiche per un valore di oltre 10.000 euro. In quell’occasione dei vicini di casa avevano riferito di aver notato la presenza di due ragazzini, una in stato di gravidanza.
Che in quei giorni la famiglia della ragazzina in stato di gravidanza fosse nel Savonese è ulteriormente testimoniato dal fatto che nel pomeriggio del giorno successivo, l’8 luglio, erano stati fermati ad Albissola Marina in via Perata due altre bambine, di 13 e 14 anni, mentre stavano cercando di forzare la porta di un’abitazione utilizzando sempre dei grossi cacciaviti. Quella bambina di 14enne è sorella della 17enne fermata ieri. Nell’occasione non era stato possibile fare null’altro che riconsegnare le due bambine alla madre che si era presentata con i documenti necessari a dimostrare l’età delle due. Età che consente di continuare a operare indisturbate anche se a loro carico sono risultate sussistere innumerevoli denunce per furti commessi in Piemonte, Liguria e Lombardia. Così come sono state riscontrate numerose denunce a carico dei genitori per aver indotto i figli a commettere furti.
I militari della Stazione Carabinieri di Albisola in controlli di questo genere hanno avuto modo di sequestare numerosi orologi ed oggetti di gioielleria sicuramente provento di furti in abitazione, ma di cui non è stato possibile individuare la provenienza, ovvero chi possa essere il legittimo proprietario. “Chi avesse subito dei furti in abitazione negli ultimi mesi nella zona delle Albissole e di Celle Ligure – fanno sapere i carabinieri – può fare le proprie verifiche anche sulla base dalla foto rilasciata agli organi di stampa e recarsi presso la Stazione di Albisola”.