
Cairo. Il segretario provinciale della Filctem Cgil Fulvio Berruti torna sulla necessità di convocare un tavolo di confronto su Italiana Coke e l’intera filiera del carbone nel savonese.
“L’obiettivo di tale incontro, al quale necessita anche la presenza del’Autorità Portuale di Savona, non ha certamente la finalità di entrare nel merito di indagini che spettano ad altri soggetti, ma lo scopo di puntualizzare quello che il territorio nel suo complesso in questi anni ha convenuto e sottoscritto. Il riferimento è l’Accordo di Programma per lo sviluppo e il rilancio della Valbormida, e in maniera particolare il punto sei di quell’accordo, che di fatto disciplina l’intero ciclo del carbone, unico punto che, peraltro, sta trovando definizione” sottolinea Berruti. “Lo scopo della richiesta d’incontro è soprattutto questo”.
“E’ fin troppo chiaro che, partendo dalla piattaforma portuale di Vado Ligure, la Darsena Alti Fondali di Savona, le Funivie, i relativi parchi carbone e infine Italiana Coke, tutto si lega ed ha senso se l’insieme delle parti svolge la sua funzione in una logica di sistema: sbarco, inoltro, stoccaggio, lavorazione, prodotto finito. E’ bene ricordare che solo per tunnel subalveo Funivie e copertura parchi carbone di S. Giuseppe di Cairo l’impegno di spesa si conta intorno ai 150/200 milioni di euro, interventi che comporteranno significative positive ricadute in termini di ambientalizzazione, comprese quello viario”.
“Su questi temi, e sul rischio che ciò possa non realizzarsi, credo che il sindacato non solo abbia il diritto, ma abbia il dovere di sollecitare l’immediata apertura di questo tavolo di confronto, per questioni di tutela industriale, occupazionale e ambientale, chiedendo senso di responsabilità da parte di tutti, prima fra tutti l’azienda Italiana Coke” aggiunge ancora l’esponente della Cgil.
“Sarebbe bene, anziché alimentare sterili e spicciole polemiche, lavorare affinché prima della pausa estiva si predisponga la condizione per una convocazione tra le parti, in modo che la mancata convocazione non dia addito alle più disparate interpretazioni, riappropriandoci ognuno del rispettivo ruolo e delle rispettive responsabilità” conclude Berruti.