
Ponente. Primo passo per far ripartire la società consortile del depuratore ingauno. Questo pomeriggio, nel corso dell’assemblea dei soci, è stata espressa la volontà di ripianare il debito per poi arrivare ad una possibile ricapitalizzazione che permetta di far ripartire l’iter di realizzazione dell’impianto previsto a Villanova d’Albenga.
Il Comune di Andora ha fornito tutta la documentazione contabile che garantisce di ovviare alla sua situazione debitoria. Anche il Comune di Albenga, che detiene il 35% delle quote della società, è pronta a versare i 97 mila euro che le spettano, intenzioni manifestate anche dagli altri soci.
Il sindaco Rosy Guarnieri ha posto però una condizione, ovvero quella di convocare un tavolo di carattere politico in grado di definire le linee guida della nuovo progetto e dell’assetto societario, così come l’aspetto tecnico dell’impianto e della sua fattibilità. Agli incontri, per il sindaco ingauno, dovrà prendere parte anche il comune di Alassio, ormai orientata sul depuratore consortile.
Rimane ancora da definire la posizione della Provincia di Savona sulla base della prossima deliberazione in sede di Consiglio, che dovrà pronunciarsi sulla copertura finanziaria necessaria per far ripartire la società del depuratore e chiedere l’avvio della revoca del procedimento di liquidazione.
Contando l’ingresso del lido alassino il costo del nuovo depuratore si aggira sui 60 mln di euro. Il piano elaborato dalla Provincia di Savona prevede poi una copertura finanziaria grazie al nuovo piano tariffario: una media di 1,2 euro al metro cubo.