
Sassello. Nell’agosto del 2008 si era presentato alla porta di due sassellesi proponendo loro di acquistare una motosega. Il presunto venditore però non era riuscito a concludere l’affare: i compratori si erano infatti insospettiti perché quelle motoseghe non sembravano originali ed uno dei due, che si era segnato la targa dell’uomo, si era anche rivolto ai carabinieri. I militari erano così risaliti a Paolo Cangiano e, trovandogli in auto ben cinque motoseghe che sembravano contraffatte, lo avevano accusato di ricettazione e detenzione di prodotti con il marchio falso.
Per quell’episodio, questa mattina, in tribunale a Savona, l’uomo è stato condannato a due anni e tre mesi di reclusione e 450 euro di multa. Anche secondo una serie di perizie era infatti emerso che le motoseghe, risultate prodotte in Cina, erano effettivamente “tarocche”. Per l’esperto inoltre gli attrezzi non rispettavano gli standard di sicurezza e potevano anche essere pericolose per gli eventuali utilizzatori.