
Cengio. Istituire zone franche produttive nei Comuni interessati dalla presenza di siti contaminati di interesse nazionale: questa la proposta di legge del Pdl che verrà meglio specificata domani nel corso di conferenze stampa nei capoluoghi liguri. Le ex aree Acna di Cengio, alla prese con le ipotesi di reindustrializzazione dopo l’avvenuta bonifica, potrebbero rientrare in questa casistica. Non si è esclude che, anche secondo questa linea normativa, la zona cengese possa essere restituita alla produttività attraverso il nuovo accordo di programma per Ferrania.
La proposta di legge vuole intervenire a sostegno dei Comuni interessati da siti contaminati di interesse nazionale, che rappresentano un freno allo sviluppo socio-economico. Secondo i proponenti, tra i quali il coordinatore regionale del Pdl Michele Scandroglio, è necessario prevedere azioni per il sostegno delle imprese già operanti o per l’avvio di nuove attività che promuovano quello sviluppo negato o frenato dalla presenza di siti contaminati.
I siti contaminati hanno subìto contaminazioni derivanti da attività industriali ma anche da stoccaggio di rifiuti o da perdite da linee o serbatoi di idrocarburi. Queste contaminazioni sono pericolosissime e da queste sono derivati e continuano a derivare rischi rilevanti per la salute (tumori e altre gravi patologie) dei cittadini residenti e per l’ecosistema. La proposta di legge, quindi, prevedere di istituire zone franche produttive nei Comuni interessati dalla presenza di siti contaminati di interesse nazionale. Per quanto riguarda l’ex Acna, occorrerà considerare il fatto che il progetto di bonifica si è concluso, rispetto ad altri siti nazionali (una sessantina) per i quali i programmi di bonifica sono ancora in alto mare e, pertanto, le priorità più urgenti.